La mamma di Elisa Claps: "Non perdonerò mai Restivo"

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L’uomo è l'unico imputato per l'omicidio della studentessa avvenuto nel 1993. L'accusa ha chiesto 30 anni. Attesa per oggi la sentenza. I legali della vittima: "Sul banco degli imputati mancano quelli che hanno coperto il serial killer"

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"Sono cristiana, sono cattolica, ma non esiste questo perdono". La mamma di Elisa Claps, la ragazza di 16 scomparsa da Potenza il 12 settembre 1993 e ritrovata senza vita nel marzo 2010, parla così ai microfoni di SkyTG24. "E' troppo tardi ora, il perdono non esiste proprio - continua Filomena Claps - Se mi avesse fatto ritrovare il corpo di mia figlia, forse sarebbe stato diverso". La mamma di Elisa parla di Daniele Restivo, unico imputato per l'omicidio della sedicenne.

Venerdì 11 novembre, a 18 anni della morte di Elisa, è attesa la sentenza. Il tribunale di Salerno è chiamato a giudicare Restivo. L'accusa ha chiesto 30 anni di reclusione, pena massima visto che il processo è svolto con rito abbreviato. Ma il legale della famiglia Claps Giuliana Scarpetta, durante la sua arringa ha puntato il dito contro tutti coloro che avrebbero coperto Restivo. "Sul banco degli imputati mancato tutti gli altri".

Il cadavere della studentessa venne ritrovato nel marzo 2010 occultato nel sottotetto della chiesa potentina della Santissima Trinità. Ed è proprio contro la Chiesa che l'avvocato Scarpetta e il fratello della vittima Gildo Claps hanno scatenato le proprie accuse. "I sodali del mostro, del serial killer feticista". Non usano mezzi termini parlando di don Mimì Sabia: "Ha mentito sui suoi rapporti di conoscenza con Restivo".

L'imputato non sarà in aula. Si trova in carcere in Gran Bretagna per l'omicidio di Heather Barnett, la sua vicina di casa. I legali della Claps dicono che Restivo andava fermato subito.
La Procura di Salerno sta infatti lavorando su un altro fronte dell'inchiesta incentrato sull'occultamento, sul ritrovamento del suo cadavere, ma anche sui depistaggi, sugli errori commessi. Intanto, nel processo odierno, qualcuno parla di sentenza già scritta. "Speriamo di no", ribattono i legali di Restivo che chiederanno l'assoluzione. Oggi si avrà una prima verità.

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