Genova, Sos e polemiche: il tam-tam sul web dopo l'alluvione

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Mentre il capoluogo ligure vive ore d’emergenza per il nubifragio che ha causato morti e feriti, su Twitter e Facebook rimbalzano le notizie, gli appelli e i racconti in tempo reale. E tra tanta solidarietà non mancano le critiche

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LE FOTO: L'alluvione - Le immagini su Facebook - Le persone sorprese per strada - La città in ginocchio

LE TESTIMONIANZE - "Ho visto tutto trascinato via" - "Il mio rientro nella città nel venerdì più nero" - "Così ho visto morire una bambina" - Il tam tam sul Web -  - Gli esperti: bisognava intervenire prima - Il sindaco Vincenzi: "Abbiamo fatto poco terrorismo"

GLI APPROFONDIMENTI - Così si muore a Genova - Un uomo trascinato per metri in balìa dell'acqua - I video amatoriali - Gli aggiornamenti in tempo reale - Salta la partita Genoa - Inter - Colpite le stesse zone dell'alluvione del 1970

(In fondo all'articolo tutti i video sull'emergenza in Liguria)

di Valeria Valeriano

C’è chi racconta cosa vede dalla finestra, chi pubblica le ultime news, i numeri per le emergenze o semplici frasi d’affetto. Durante l’emergenza nubifragio a Genova, i social network si riempiono di messaggi che riguardano la città ligure. E mentre su Facebook gli utenti postano video, foto e articoli, Twitter diventa un bollettino in tempo reale.

News in 140 caratteri. “Aprite le reti wi-fi, lasciatele libere. Comunicare con i telefoni è molto difficile”, è uno degli appelli che viaggia via Twitter. Insieme all’invito, soprattutto alle persone con più seguaci, a diffondere il numero per le emergenze. “Sarebbe il caso che le twitstar italiane diffondessero il numero verde per emergenza (800177797) loro che hanno migliaia di followers”, scrive Luigi.
Molti, poi, gli utenti di Genova che chiedono o danno notizie su quartieri specifici della città. O che raccontano in tempo reale cosa sta succedendo. “Urgente: chi abita alla Foce,salga ai piani alti. Prevista un’ondata di piena”, avverte Carlotta. “Le auto galleggiano in Via Fiume”, racconta Tiziana. E Cinzia: “Un fiume di fango che scorre in pieno Marassi. E si porta via qualsiasi cosa. Sono senza parole”. “Voragine aperta in corso Europa di fronte Casa dello Studente”, tweetta Filippo. “Famiglia riunita! Ce l'abbiamo fatta”, esulta Davide. E un altro utente scrive: “Tanta paura. Vedere davanti l'acqua che sale e dovere scappare di corsa. Una sensazione mai provata...”.

Solidarietà. Tanti anche i messaggi di solidarietà ai genovesi. “Certo che a vedere le immagini di Genova fanno piangere come minimo..povera gente..”, scrive Sarah. “Un enorme abbraccio per tutti i miei amici genovesi che purtroppo hanno perso tutto...vi voglio bene!!!”, commenta Elisabetta. “A vedere quei video mi viene da piangere”, aggiunge Silvia. Mentre su Facebook nascono gruppi, pagine e link in ricordo delle vittime e a sostegno degli abitanti del capoluogo ligure. Come “Angeli col fango sulle magliette”: volontari che hanno intenzione di ripulire Genova, com’è già successo per l’alluvione del 1970, che si sono dati appuntamento con pale e stivali di gomma per domenica 6 novembre.

“Dimettiti”. Sui social network, poi, non mancano le polemiche. Soprattutto dopo le parole del sindaco di Genova, Marta Vincenzi: “Ci hanno accusato di aver fatto terrorismo, purtroppo ne abbiamo fatto troppo poco. Se abbiamo una colpa è solo questa". Sulla sua pagina Facebook i commenti hanno quasi tutti lo stesso tono. Così come nella bacheca di Primocanale, una tv locale ligure. “Sig.ra Sindaco faccia l'unica cosa giusta del suo mandato: si dimetta”, scrive Matteo. “Dire, come ha detto la sindaco Marta Vincenzi, che ‘la tragedia era imprevedibile’, aggiungendo ‘non me la sento di dare la colpa a nessuno’, quando - probabilmente - la colpa dovrebbe semplicemente darla a se stessa e alla sua giunta, è - lasciatemelo dire – vergognoso”, aggiunge Davide. “Come ci si sente a non aver fatto nulla per evitare tutto questo? Vergogna”, commenta Federico. “Facciamo partire l'hashtag su Twitter: #vincenzidimettiti”, propone Leonardo. E anche se ancora i tweet con questa hashtag non sono tanti, l’indignazione cresce anche fuori da Facebook. “La responsabilità del sindaco per non aver chiuso le scuole come in altre città è agghiacciante…”, scrive su Twitter Marco. E Cristiano, rivolto al sindaco: “Non si deve comunicare per codici ‘allerta 2 meteo’ ma dire dovunque alla gente cosa fare e non fare, in modo chiaro”. E ancora: “Ma perché con allerta 2 le scuole aperte? Perché? Perché dobbiamo sempre pagare per l'incuria, la negligenza e il pressappochismo?”.

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