Prigionieri di una frana da 8 mesi. In provincia di Roma

Vigili del fuoco al lavoro dopo le forti piogge che, nel marzo scorso, hanno provocato frane in diverse zone del Lazio
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di Valeria Valeriano

Venti persone, tra cui cinque bambini, prigionieri da quasi otto mesi. Da quando una frana ha reso inagibile la strada che collega le loro case al paese. Succede in provincia di Roma, a Rocca Santo Stefano. In quella zona, tra la Valle Aniene e la Valle del Sacco, le piogge del marzo scorso hanno causato danni per oltre un milione di euro. Tra i disagi provocati dal maltempo c’è l’interruzione della via che collega il comune di mille abitanti con la frazione Vaccarecce. Da allora le famiglie che vivono in località Sollemore sono quasi isolate, costrette ad affrontare ogni giorno mille difficoltà anche solo per andare a fare la spesa.

“Prima arrivavamo in paese percorrendo meno di un chilometro – spiega Paolo Fabrizi, che con la sua famiglia abita a Sollemore –. Ora siamo costretti a fare una strada secondaria, un giro pazzesco di quasi 10 chilometri”. E non tutte le persone che vivono in quella zona hanno la macchina. “Ma mentre fino a marzo era facile trovare un passaggio, dopo la frana è complicato fare su e giù”. Così ci si organizza. “Siamo una quindicina di adulti – dice il signor Fabrizi – e affrontiamo l’emergenza insieme. Ci mettiamo d’accordo per andare in gruppo, con una sola auto, al supermercato o dal dottore o anche, quando possibile, a lavoro”.

La situazione è più difficile per i bambini. “Ci sono cinque ragazzini che per mesi non sono potuti andare a scuola – racconta Paolo Fabrizi –. Lo scuolabus non passa più a prenderli. Ora abbiamo iniziato a fare i turni per portarli in paese. Ma a quell’ora per noi è dura accompagnarli, dobbiamo andare a lavorare”. E poi non c’è solo la scuola. “C’è la palestra, la piscina, le altre attività pomeridiane – continua il signor Fabrizi –. Come si fa ad andare avanti e indietro tutto il giorno per quella strada? Qualche domenica fa per accompagnarli al catechismo abbiamo preferito usare le gambe: tutti a piedi. È da mesi che chiediamo aiuto e la risposta è sempre la stessa. Ci dicono che presto sistemeranno tutto, ma ancora i lavori non sono iniziati”.

A settembre il sindaco di Rocca Santo Stefano, Sandro Runieri, eletto nelle ultime elezioni amministrative, ha lanciato un appello. “È necessario intervenire con la massima urgenza – ha detto –. Mi aspetto, dopo mesi di richieste da parte del Comune, che Regione e Provincia diano le dovute risposte. Finora ci si è limitati a finanziare solo la sistemazione di una strada secondaria. Troppo poco a distanza di sei mesi”. La Regione Lazio, dopo l’appello del primo cittadino, ha iniziato i sopralluoghi e i sondaggi geologici per stabilire in che modo intervenire. Ma, a otto mesi dalla frana, le cose non sono cambiate. Anche se qualcosa, forse, si sta muovendo. “Non ho ancora nulla di scritto – dice Sandro Runieri a Sky.it – ma dalla Regione mi è stato assicurato che hanno stanziato una somma d’urgenza di 380mila euro. I lavori sarebbero già stati affidati a una ditta e dovrebbero iniziare a giorni”. “Sarà la volta buona?”, si chiede Paolo Fabrizi. Lui e gli altri prigionieri della frana continuano ad aspettare.

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