Liguria alluvionata, la tragedia di chi è rimasto vivo

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Bruno ha aperto le dispense del suo albergo a chi non ha più cibo. Sonia, insegnante, vive senz'acqua e senza gas. Annalisa, commerciante, ospita un'amica "che ha perso tutto". LE STORIE

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di Pamela Foti

Non piove più, ma sono ancora senz'acqua, senza luce e senza gas. Le strade sono inagibili, non possono nemmeno andare a fare la spesa. Per fortuna un albergatore ha abbastanza scorte per tutti. Chi è stato più fortunato ospita a casa chi ha visto inghiottire dal fango i risparmi di una vita. Intanto, la linea telefonica continua a cadere mentre ascoltiamo le storie degli abitanti di Brugnato, Pignone, Faggiona, Cassana, Borgetto Vara, alcuni dei comuni più colpiti dall'alluvione che martedì 25 ottobre si è abbattuta sulla Liguria.

Sonia Galletti, insegnante, vive a Brugnato - "Martedì sono uscita da scuola, sono andata alla stazione degli autobus ma mi è stato detto che non c’erano più corriere per Brugnato. Le strade erano franate” racconta Sonia a Sky.it. Ha 35 anni, insegna in una scuola primaria di Levanto, solo la sera si è resa conto di quello che era successo. "Ho tentato per ore di mettermi in contatto con mia mamma, ma le linee erano interrotte. Ho temuto il peggio”. Mercoledì 26 ottobre, in compagnia di un’amica, è salita in auto e ha cercato di raggiungere casa. Vive a Brugnato, uno dei comuni più colpiti dall’alluvione. “Arrivati a Cassana abbiamo dovuto fermare la macchina, non si poteva procedere oltre. Ho proseguito il mio viaggio a piedi, tra le macerie, il fango, i detriti, gli arbusti. Non potevo credere ai miei occhi. Ho impiegato circa 2 ore per percorrere 7 chilometri. La mia casa è al secondo piano, siamo stati tra i più fortunati. La villetta dei miei vicini è stata spazzata via. Non hanno più niente. Io ho perso la macchina, quella di mio fratello è andata distrutta. Ora siamo senza acqua. Ma va bene così. Poteva andare peggio”.

Bruno Gallo, albergatore di Pignone  - "Era stato sfrattato e si era appena trasferito a casa di amici. Poi è arrivata quella pioggia maledetta, ed è morto. La vita, a volte, è davvero ingiusta". La voce di Bruno Gallo trema quando racconta il destino toccato alla settima vittima del nubifragio che ha colpito Liguria e Toscana. Bruno vive a Pignone, nella frazione di Faggiona. E' proprietario dell'albergo Dei Gallo e la vittima, un cittadino romeno, era ospite a casa di una sua dipendente quando è stato travolto dalla frana che lo ha inghiottito. Ancora oggi Faggiana è senz'acqua e la rete telefonica è stata ripristina solo giovedì 27. "Ma non è ancora del tutto funzionante. Le strade, poi, sono bloccate ed è impossibile andare in paese anche solo per fare la spesa. Per fortuna sono un albergatore e le dispense sono piene. in questi giorni divido le scorte con i miei compaesani. E sono felice di farlo".

Annalisa Brescia, commerciante di Levanto - “Noi non siamo stati colpiti da questa tragedia, non direttamente. Ma tanti miei amici hanno perso casa e lavoro. Avevano appena acceso un mutuo e non sanno cosa succederà ora”. Annalisa vive a Levanto, è proprietaria della cartoleria Noris, la sua città è tra quelle meno colpite. "In questi giorni ospito un'amica, la sua casa è inagibile. Ha perso tutto. Siamo in tanti a Levanto a dare ospitalità a chi non ha più un posto dove vivere - racconta a Sky.it - Il mio fidanzato lavora nella Ferrovie. Lui e i suoi colleghi in questi giorni lavorano incessantemente dalle 7.30 del mattino alle 5.30 di notte, si fermano solo per un panino. Finalmente giovedì 27 ottobre, sono riusciti a far partire il primo treno".

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