Strage di via D'Amelio, in 7 lasciano il carcere

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La Corte d'appello di Catania: no a un nuovo processo sull'attentato in cui morì Paolo Borsellino. La richiesta era nata dopo le nuove rivelazioni di Gaspare Spatuzza. Sospesa l'esecuzione della pena per gli otto condannati. VIDEO

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La Corte d'appello di Catania, chiamata a decidere sull'ammissibilità dell'istanza di revisione dei processi per la strage di via D'Amelio, ha dichiarato "inammissibile" l'istanza di revisione, nata dalle recenti rivelazioni di Gaspare Spatuzza.
I giudici hanno tuttavia sospeso, come richiesto dal pg Roberto Scarpinato, l'esecuzione della pena per otto condannati per l'uccisione del giudice Borsellino.

Con la sua decisione, la Corte si è così adeguata alla giurisprudenza che ritiene che in presenza di una sentenza definitiva - caso che ricorre nei processi per la strage di via D'Amelio - perché si possa celebrare un nuovo dibattimento occorre comunque un'altra sentenza definitiva  (e non solo dei nuovi elementi) che accerti responsabilità di altre e persone e che quindi contrasti con il primo verdetto.

A lasciare il carcere sette degli otto condannati per la strage di via D'Amelio a cui è stata sospesa l'esecuzione della pena dai giudici di Catania: Natale Gambino, Giuseppe La Mattina, Salvatore Profeta, Gaetano Murana, Cosimo Vernengo e Giuseppe Urso, detenuti solo per la strage di via D'Amelio.
La procura generale di Caltanissetta ha verificato con attenzione la posizione di Vincenzo Scarantino. Oltre alla condanna a 18 anni per via D'Amelio, il falso pentito doveva scontare 9 anni per droga e 8 per calunnia ma avrebbe espiato le pene e dunque sarà liberato il 28 ottobre.

Rimane in carcere soltanto Gaetano Scotto, che deve scontare due condanne definitive oltre a quella sospesa per Via d'Amelio: una a 16 anni e 4 mesi per traffico di droga e una a 4 anni e 6 mesi per tentato omicidio.

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