Scazzi, la difesa di Sabrina: “Contro di lei nessun indizio”

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Per i legali della giovane, in carcere con la madre per l’omicidio di Sarah, la verità sul delitto è racchiusa nella prima confessione di Michele Misseri, quando si autoaccusò di aver ucciso la nipote in un “raptus sessuale”

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La verità sull'omicidio di Sarah Scazzi sta nella prima confessione dello zio Michele Misseri, che si autoaccusa di tutto, dal delitto alla soppressione del cadavere. E se una successiva ritrattazione è plausibile, questo vale per "la ritrattazione della ritrattazione", che "ha messo le cose a posto, spiegando tante cose". E' la tesi sostenuta dal prof. Franco Coppi, uno dei difensori di Sabrina Misseri, nell'udienza preliminare tenuta al palazzo di giustizia di Taranto giovedì 27 ottobre. "La confessione è la verità - ha detto Coppi ai giornalisti dopo aver parlato per oltre tre ore nell'aula Alessandrini, rigorosamente a porte chiuse. "La ritrattazione è menzognera". Ma, per il legale di Sabrina, non contano solo le parole di Michele Misseri, perché negli atti "non solo non ci sono gravi indizi di colpevolezza, ma anzi c'è la prova dell'innocenza della malcapitata", come ha definito la sua assistita.

Dunque, per la difesa di Sabrina fu suo padre ad uccidere Sarah, e ci sarebbe anche un movente, individuato in un "raptus sessuale" o comunque "un interesse sessuale" nei confronti della nipote quindicenne. Per Coppi la confessione di Michele Misseri ha "gli indici di genuinità e spontaneità" richiesti anche dalla Cassazione perché sia considerata veritiera. Di contro la ritrattazione dell'agricoltore di Avetrana sarebbe menzognera e falsata dalla volontà dell'uomo di ridurre le proprie responsabilità, dal fatto di aver parlato "a rate" e di aver fornito, a suo dire, sei o sette versioni dell'accaduto prima di accusare la figlia Sabrina.

Ma allora chi è veramente Michele Misseri, oltre che un reo confesso non creduto dalla Procura, secondo Coppi? E' anche "un caso interessante dal punto di vista psichiatrico", ma non nel senso che "non abbia la capacità di intendere e di volere", perché di questa "ne ha fin troppa". Per il legale, dunque, ci sono già negli atti i presupposti per prosciogliere Sabrina; e se il gup ritenesse lacunosi alcuni accertamenti, l'invito rivoltogli è di disporre l'audizione dello psicologo e dello psichiatra del carcere, che hanno avuto colloqui con Michele Misseri quando questi era detenuto, e di Valentina, la figlia maggiore dell'agricoltore.

L'udienza preliminare odierna ha dato spazio anche alla difesa di Cosima Serrano, madre di Sabrina e accusata con lei del delitto."La Cassazione, con la sua sentenza di annullamento con rinvio dell'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Cosima, ha già indicato l'assoluta mancanza di indizi e valutazioni serie a carico della donna" ha sostenuto l'avv. Luigi Rella, uno dei difensori di Cosima. Quanto alle testimonianze, quella del fioraio Giovanni Buccolieri, che avrebbe visto in strada Cosima il 26 agosto 2010 imporre a Sarah di salire in auto, è priva di "riferimenti concreti" e dunque un sogno. Così come sarebbe "priva di attinenza per l'ora e il luogo" la testimonianza di Donato Massari, l'uomo che in quei minuti avrebbe visto transitare a velocità in paese l'auto di Cosima.

La difesa di Sabrina ha completato il turno di arringhe con l'avv.Nicola Marseglia, che ha ribadito la legittimità, a suo avviso, della richiesta di rimessione del processo e spostamento di sede, a causa dell'eccessivo clamore mediatico attorno al processo, avanzata nelle scorse settimane ma bocciata dalla Cassazione. Prossima udienza il 3 novembre, quando toccherà ai difensori dei tre avvocati imputati che saranno giudicati con rito abbreviato per reati che vanno dal favoreggiamento personale, alla soppressione di atti, all'infedele patrocinio.

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