Caso Scazzi, Cosima Serrano: "Dormivo, non ho ucciso Sarah"

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Quinta udienza preliminare per il delitto della 15enne di Avetrana. Il procuratore aggiunto di Taranto Pietro Argentino ha chiesto il rinvio a giudizio di 10 dei 13 indagati, tra i quali, Sabrina Misseri, suo padre Michele e la madre

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Poco meno di 30 minuti per ribadire la propria innocenza e continuare a sostenere, così come ha fatto sin dalla scoperta della morte della nipote Sarah Scazzi di soli 15 anni, che al momento del delitto lei era a letto in casa e dormiva.
E' stata Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri, a calamitare l'attenzione dinanzi al gup del tribunale di Taranto Pompeo Carriere nell'udienza a porte chiuse per l'omicidio di Sarah. La donna ha difeso non solo se stessa, ma anche la figlia minore Sabrina (le due donne sono accusate del delitto) quando ha ricostruito cosa è accaduto in casa Misseri il pomeriggio del 26 agosto 2010.

La ricostruzione - Cosima Serrano ha detto di essere tornata dal lavoro alle 13.30-13.40, di aver mangiato qualcosa e di essere andata a letto dove c'era già la figlia. Nel dormiveglia avrebbe udito la figlia alzarsi, il rumore della porta di casa che si chiudeva quando Sabrina è uscita, poi la stessa Sabrina chiedere al padre se avesse visto Sarah. Infine di essersi svegliata solo quando la figlia l'ha chiamata per dirle che Sarah non si trovava, e di averle consigliato di recarsi dai carabinieri.
"L'attendibilità dei testimoni dell'accusa si mette in discussione da sola" ha sottolineato nella sua arringa uno dei difensori di Cosima, l'avvocato Franco De Jaco. "Questi testimoni - ha aggiunto - hanno rilasciato decine di interviste, hanno partecipato al bailamme indegno che c'è stato all'uscita dalla caserma e all'arresto della signora Serrano gridando e applaudendo, e già questo mina la loro credibilità. Non dimentichiamo che molti di questi soggetti hanno ricevuto compensi ogni volta che andavano in televisione".

La difesa: la famiglia è il grembo del crimine -
Un omicidio "domestico" l'ha definito invece l'avvocato Nicodemo Gentile, uno dei legali di parte civile per la famiglia Scazzi, dove la famiglia "è il grembo del crimine". Le persone coinvolte nell'inchiesta "non dicono la verità", ha aggiunto Gentile, ricordando che Sarah è stata vittima di una "tragedia famigliare gravissima" e per questo "merita giustizia". Così come l'avvocato Luigi Palmieri, legale della ex badante romena di casa Scazzi, Maria Ecaterina Pantir, che si è costituita parte civile, ha chiesto il rinvio a giudizio di Sabrina Misseri che avrebbe calunniato la sua assistita facendo adombrare sospetti sulla sua persona quando ancora non si conosceva il destino di Sarah.
E Michele Misseri, che quando ha parlato Cosima ha avuto qualche attimo di cedimento, subito rientrato? Per il suo difensore, Armando Amendolito, intervenuto in udienza, ha agito da solo nel sopprimere il cadavere di Sarah e "non ci sono elementi per sostenere il coinvolgimento di altri individui". Il legale ha invece tralasciato di occuparsi, nella sua arringa, delle dichiarazioni autoaccusatorie di Michele Misseri quale autore del delitto.

Tre imputati giudicati col rito abbreviato - Dei 13 imputati, tre - tutti avvocati - saranno giudicati con rito abbreviato. Si tratta di Emilia Velletri, ex difensore di Sabrina (accusata di soppressione di atti veri e in difesa della quale è intervenuto l'avvocato Gianluca Pierotti), di Gianluca Mongelli (favoreggiamento personale) e Francesco De Cristofaro, già legale di fiducia di Michele Misseri (infedele patrocinio).
Il procuratore aggiunto, Pietro Argentino, ha chiesto la condanna di Velletri e De Cristofaro ad un anno e di Mongelli a sei mesi; per tutti, l'interdizione per lo stesso periodo dalla professione, e per Velletri anche quella dai pubblici uffici per l'identico arco di tempo. Decisione che il gup renderà nota contestualmente a quella per gli altri dieci imputati che hanno scelto di procedere con rito ordinario.

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