Rossella, Francesco, Franco: 16 italiani rapiti nel mondo

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Sono cooperanti, volontari, marinai o turisti. Sono stati sequestrati e alcuni di loro sono lontani da casa da diversi mesi. La diplomazia lavora nel silenzio, la società civile organizza campagne di informazione

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di Pamela Foti

Rossella Urru, la cooperante rapita nella notte tra il 22 e 23 ottobre in Algeria, è l’ultima connazionale ad essere stata sequestrata fuori dai confini nazionali.  Oltre alla 29enne di Samugheo, in provincia di Oristano, sono ben 15 gli italiani dei quali da mesi e pesino anni non si sa più nulla. Sono marinai, volontari o semplici turisti bloccati o scomparsi tra Maghreb e Somalia. Sono uomini e donne per le quali la Farnesina lavora muovendosi con cautela e preferendo spesso il silenzio per favorire le trattative internazionali. Sono uomini e donne difesi dalla società civile con appelli e campagne di sensibilizzazione, come quella di Emergency o quella, ultima in ordine di tempo, del presidente della Provincia di Milano Guido Podestà che ha affisso sulla facciata di palazzo Isimbardi i nomi degli italiani rapiti.
Pochi giorni fa, abbiamo assistito con sollievo alla liberazione dell'equipaggio della nave Montecristo, assaltata al largo della Somalia. Sono ancora sedici, però, gli italiani nelle mani dei rapitori.

Rossella Urru – La giovane cooperante del Cisp (Comitato Italiano Sviluppo dei Popoli) ha 29 anni, è originaria della provincia di Oristano. E’ una studiosa del mondo arabo ed è stata sequestrata in Algeria. Lavora nel campo profughi Saharaoui da due anni e coordina i progetti legati alla nutrizione. Il campo dove è avvenuto il sequestro accoglie 150 mila rifugiati. Il rapimento è stato compiuti dall'Aqmi, l'Al Qaida nel Maghreb.

Francesco Azzarà - Sono passati più di due mesi, invece, dalla scomparsa di Francesco Azzarà, volontario calabrese di 34 anni che lavora per Emergency. E’ stato sequestrato il 14 agosto a Nyala, capitale del sud Darfur (GUARDA LA MAPPA), mentre si dirigeva in auto verso l'aeroporto della città. Francesco Azzarà, è alla sua seconda missione a Nyala come logista del Centro pediatrico aperto in città nel luglio del 2010.

Franco Lamolinara - Il 12 maggio, nel nord-ovest della Nigeria viene rapito Franco Lamolinara, tecnico di Gattinara (Vercelli). L'ingegnere di 47 anni insieme a un collega britannico compare in un video inviato alla redazione dell'agenzia stampa France presse di Abidjan. Nel breve filmato i due ostaggi affermano di essere nelle mani di al Qaida. (IL FIMATO SU YOUTUBE)

Equipaggio della Rosalia d’Amato – Da oltre 190 giorni, dal 21 aprile 2011, l’equipaggio del cargo Rosalia D’Amato (21 marinai, tra questi 6 italiani) si trova sotto sequestro. Tutti vittime di un attacco dei pirati somali avvenuto a circa 350 miglia marine a sud-est di Salalah, Oman, nell’Oceano Indiano. I connazionali a bordo sono Orazio Lanza, comandante; Antonio Di Girolamo, direttore di macchina; Gennaro Odoaldo, terzo ufficiale di coperta; Vincenzo Ambrosino, allievo ufficiale di macchina; Giuseppe Maresca, secondo ufficiale di coperta di Vico Equense; Pasquale Massa primo ufficiale di coperta di Meta di Sorrento, ma residente in Belgio.

Marinai della Savina Caylyn – L’8 febbraio è toccato lo stesso destino a cinque marinai italiani della nave Savina Caylyn. Sono anche loro ostaggio dei bucanieri somali. I loro nomi sono Giuseppe Lubrano Lavadera, comandante; Eugenio Bon, primo ufficiale; Crescenzo Guardascion, terzo ufficiale; Gian Maria Cesaro, allievo; Antonio Verrecchia, direttore di macchina.

Maria Sandra Mariani - Maria Sandra Mariani, è la seconda donna italiana nelle mani di sequestratori. La 53enne di Firenze è stata rapita il 2 febbraio scorso, mentre si trovava in viaggio turistico nel Sahara algerino. "Sono nelle mani di Al Qaeda" ha detto in un messaggio diffuso da Al Arabiya.

Bruno Pellizzari – Rapito il 10 ottobre 2010 con la compagna sudafricana Deborah Calitz, Bruno Pellizzari è ostaggio dei pirati somali. Lo skipper italiano, rapito mentre lavorava su uno yatch non suo, vive da anni in Sudafrica.

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