La morte di Marco Simoncelli, effettuata l'autopsia

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Il pilota della Honda è scivolato su una curva ed è stato investito dalle moto di Valentino Rossi, suo grande amico, e di Colin Ewards. Aveva 24 anni. La salma rientrerà in Italia martedì 25 ottobre. FOTO E VIDEO

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Dovrebbe essere rimpatriata martedì 25 ottobre la salma di Marco Simoncelli, il pilota della Motogp morto domenica 23 ottobre a seguito del terribile incidente (GUARDA LA SEQUENZA) al Gp di Malesia che ha coinvolto anche l'americano Colin Edwards e Valentino Rossi. L’autopsia è già stata effettuata, dunque non esistono più vincoli per il trattenimento a Kuala Lumpur. La stessa Dorna, società organizzatrice del mondiale, avrebbe aiutato la famiglia Simoncelli nelle pratiche di rimpatrio.

Il pilota della Honda aveva 24 anni e nel 2008 aveva vinto il titolo mondiale delle 250. La sua morte, nelle battute iniziali della prova della MotoGp a Sepang, arriva 13 mesi dopo quella di Shoya Tomizawa, giapponese di appena 19 anni che aveva perso la vita correndo in Moto2 nel Gp di Sam Marino a Misano. Dopo essere caduto scivolando in una curva era stato investito da due delle moto che lo seguivano, quelle di De Angelis e Reding, esattamente la stessa dinamica di quanto è accaduto a Simoncelli, volato a terra e investito dai mezzi di Edwards e Rossi. Insomma, quanto di peggio possa accadere ad un pilota dedito alle gare di velocità, dopo che i micidiali ostacoli fissi (tipo muretti e guardrail), sono praticamente scomparsi dai circuiti.

L'incidente di Simoncelli ha messo sotto i riflettori ancora una volta la questione sicurezza. "Alle volte ci si dimentica di quanto sia pericoloso questo sport - le parole del pilota spagnolo Dani Pedrosa - Sono cose che non dovrebbero succedere". Mentre si è riusciti a fare molto nelle infrastrutture, con l'ottenimento di via di fuga più ampie in tutte le piste dove si corre e l'arrivo di caschi e tute sempre più specifiche e protettive (anche grazie all'airbag), non si riesce a risolvere infatti il problema dell'investimento.
Sul tema è intervenuta anche l’associazione amici sostenitori della Polstrada (Asaps), che ha sottolineato: il vero pericolo non è sulla pista ma sulle strade dove sono morti in 10 anni 14.293 motociclisti e 860.530 sono rimasti feriti. E 1.249 sono le vittime nel 2009, 370 i mortali nei soli week end del 2011.

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