Crollo a Pompei, si sbriciola un muro romano di 3 metri

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Il cedimento, così come accadde per la Schola Armaturarum lo scorso 6 novembre, potrebbe essere stato causato dalla pioggia caduta nei giorni scorsi. Galan: "Il sito archeologico è la nostra priorità". LE FOTO

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Non c'è pace per Pompei. Dopo il crollo della Domus dei Gladiatori e quelli di altri due muri (costati le dimissioni al ministro dei Beni culturali Bondi), il secondo sito archeologico più visitato al mondo continua a cadere a pezzi.
Sabato 22 ottobre, i carabinieri campani hanno sequestrato una piccola area a nord degli scavi dove si è verificato il crollo di un muro romano (GUARDA LE FOTO) realizzato con la tecnica "Opus incertum".
Il cedimento è avvenuto nei pressi di Porta di Nola, vicino la cinta muraria della città antica.

La stabilità della struttura non è compromessa - Il nuovo crollo di Pompei, a quanto si apprende dal personale della Sovrintendenza Archeologia di Napoli e Pompei presente sul posto, ha riguardato "lo strato superficiale di un grosso muro di contenimento perimetrale, ovvero una parte delle mura che circondano Pompei. A cadere sono stati circa un paio di metri quadrati di opus incertum, dal lato delle mura che guarda all'esterno  della città romana. La stabilità della struttura non è in alcun  modo compromessa dal crollo".

Galan: "Pompei è la nostra priorità" - Immediato l'intervento del ministro per i beni e le Attività culturali, Giancarlo Galan, che assicura che "c'è la più assoluta attenzione da parte del Ministero verso Pompei. E' la nostra priorità". E aggiunge: "Ho più volte pubblicamente espresso tutta la mia preoccupazione per gli effetti che avrebbero potuto provocare le prime violenti piogge su Pompei. Proprio per questo abbiamo lavorato per presentare al commissario europeo un piano efficace per il recupero e la messa in sicurezza del sito ed abbiamo disposto un affiancamento, già operativo, alla sovrintendenza perché si inizi da subito a provvedere con le azioni di messa in sicurezza più urgenti". E annuncia che mercoledì 26 ottobre sarà a Pompei con il commissario Hann per mostragli la situazione e sbloccare il finanziamento europeo di 105 milioni da destinare al sito.
"Per il momento - conclude Galan - è però fondamentale chiarire che
il danno riguarda il distaccamento di uno strato superficiale di una parte delle mura di cinta che circondano Pompei, nessuna domus coinvolta quindi, e che la stabilità della struttura non è in alcun modo compromessa".

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