Il 21 ottobre sarà sciopero dei treni e della Fiom

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Trasporti ferroviari a rischio dalle 9 alle 17. Per otto ore si fermano anche i lavoratori del gruppo Fiat e delle aziende della componentistica e di Fincantieri. Intanto la Cgil ha indetto per il 3 dicembre una manifestazione nazionale per il lavoro

Si avvicina un venerdì caldo sul fronte scioperi. Da un lato incroceranno le braccia i dipendenti delle Fs, uno stop che potrebbe causare molti disagi ai tanti viaggiatori del week end, dall’altro si fermeranno per otto ore i lavoratori del gruppo Fiat e delle aziende della componentistica e di Fincantieri.

Stop dei treni il 21 ottobre - I principali sindacati del settore (Cgil. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti, Fast) hanno indetto uno sciopero di otto ore dei dipendenti del gruppo Ferrovie dello Stato per protestare contro la politica aziendale sull'occupazione e l'esternalizzazione dei servizi. I treni saranno garantiti dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 (qui l'elenco completo dei treni garantiti in caso di sciopero). In occasione dello sciopero, si legge in un comunicato di Fs, il programma di alcuni treni potrà subire modifiche. Dalle 21 del 20 ottobre alla stessa ora del giorno dopo sciopereranno invece i turnisti dei servizi di pulizia e ristorazione delle Fs.

Fiat, sciopero Fiom – Sempre il 21 ottobre la Fiom ha indetto uno sciopero di otto ore contro il piano Fiat. La protesta indetta dai metalmeccanici della Cgil riguarda i lavoratori del gruppo Fiat, della componentistica e di Fincantieri. Alla base della proteste le incertezze che, secondo la Fiom, ancora caratterizzano il piano Fabbrica Italia del Lingotto a circa due anni dal suo annuncio. L'obiettivo del piano era quello di produrre a regime 1,4 milioni di auto all'anno. Dal 1° gennaio al 30 settembre 2011, secondo la Fiom, sono state prodotte 486.190 auto compresi i Ducato (oltre 146 mila), cioè i veicoli commerciali. In concomitanza con lo sciopero, la Fiom avrebbe voluto sfilare per le vie della capitale, ma la Questura di Roma concederà l'utilizzo di piazza della Repubblica per svolgere un sit-in, ovvero una manifestazione statica, senza corteo. La decisione è stata presa dal questore Francesco Tagliente "per motivi di sicurezza" in seguito agli scontri di sabato scorso nella capitale.

Cgil in piazza il 3 dicembre - Intanto la Cgil ha indetto una grande manifestazione nazionale per il lavoro, a Roma, in Piazza San Giovanni, il prossimo 3 dicembre. La decisione è stata presa lunedì 18 ottobre dalla segreteria nazionale della Cgil. Al centro del corteo, spiega una nota di Corso d'Italia, "la condizione drammatica delle lavoratrici e dei lavoratori, il futuro del lavoro dei giovani, il no al precariato e le proposte della Cgil per un lavoro stabile, dignitoso e sicuro".

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