Manifestazioni in 82 Paesi, scontri solo a Roma. Perché?

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"Città violentata", dice Alemanno. "Lasciata in ostaggio ai violenti", accusa Bersani. Settanta feriti e dodici arresti è il bilancio di un giorno di follia nella Capitale. Polemiche sulla gestione dell'ordine pubblico. FOTO E VIDEO

CRONACA DELLA GUERRIGLIA

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VIDEO: Incendiato un blindato dei carabinieri - Assaltato un mezzo della polizia - Assange tra gli indignati a Londra - Indignados in tutto il mondo: la scheda - I black bloc attaccano i manifestanti

COMMENTI - Napolitano: "Inammissibili violenze" - Alemanno: "Il peggio di tutta Europa" - Draghi: Gli indignati hanno ragione. Peccato per gli scontri - Gli indignados: "Lontani dalla violenza"

(in fondo all'articolo i video sulle manifestazioni del 15 ottobre)

Si temeva un nuovo 14 dicembre, è stato peggio. E, su tutto, l'incubo del G8 di Genova, come in un assurdo anniversario delle violenze di 10 anni fa. Roma per un pomeriggio ostaggio di teppisti pronti a tutto pur di portare devastazione (foto - video): blitz violenti consumati in un crescendo, dalle vetrine rotte e i negozi saccheggiati, fino alla battaglia in una Piazza San Giovanni avvolta da colonne di fumo che hanno oscurato perfino il ricordo delle violenze esplose durante il corteo degli studenti alla fine del 2010, in concomitanza con un voto di fiducia al governo in Parlamento.
Allora via del Corso e il cuore della Capitale furono messi a ferro e fuoco. Il 15 ottobre 2011 è toccato a piazza San Giovanni, luogo simbolo di manifestazioni democratiche, che, per almeno tre ore, è stata preda della rabbia nera dei Black Bloc. (Guarda il video con la ricostruzione della giornata)
Alla fine il bilancio è stato di venti persone fermate dalla Digos e, di queste, dodici sono in stato di arresto. Tra loro giovani di Bari, Trento, Catania, Siracusa, Brindisi e Napoli. Sequestrati anche venti molotov e bastoni. Settanta i feriti.

Criminali e manifestanti -
"Roma ferita" scrive il Corriere della Sera; "Rovinata la protesta degli indignati, che hanno cercato di isolare i violenti" si legge sulla Stampa; "Roma un giorno di guerra" titola il quotidiano della Capitale il Messaggero. (LA RASSEGNA STAMPA).
Le aperture dei giornali domenica 16 ottobre sono tutte dedicate ai fatti di sabato. Alla "inammissibile violenza", come l'ha definita il capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha colpito al cuore la città, il Paese e le migliaia di persone scese in piazza pacificamente per chiedere un cambiamento. ("Siamo contro la violenza", intervista a un Indignato).
"Sono criminali - scrive il Giornale - Questa è la gente coccolata dalla sinistra"; "Cocchi di sinistra - è l'apertura di Libero - Hanno devastato Roma, attaccato le forze dell'ordine, cercato il morto. Per i nostri progressisti 'il loro disagio va capito'. invece è ora di dire basta!".

Indignati e indignazione - "I veri indignati sono i cittadini romani" ha dichiarato il sindaco della Capitale Gianni Alemanno (guarda il video). "Si sono viste cose  incredibili e vergognose. Bisognerà capire come sia possibile che una banda di centinaia di delinquenti abbia potuto devastare, aggredire, incendiare e tenere in scacco per ore il centro di Roma" ha sottolineato il leader del Pd, Pierluigi Bersani.


Perché succede solo qui - E' questa la domanda che in tanti si pongono in queste ore. Un interrogativo rilanciato sulla prima pagina de la Stampa; il 15 ottobre si sono svolte manifestazioni in 82 Paesi (guarda le foto), ma solo in Italia si sono verificati violenti scontri. "Perché succede solo qui" chiede Mario Calabresi nel suo editoriale. "Anche oggi ci tocca vergognarci" scrive.
"Ora la rabbia è grande, ma state sicuri che tra tre giorni quando le forze dell’ordine avranno identificato alcuni di questi ragazzi e un magistrato li indagherà, allora si alzeranno voci pronte a difenderli, a giustificarli e a mettere sul banco degli imputati giudici e poliziotti colpevoli di non capire e di essere troppo severi. Ma la democrazia si preserva difendendo la convivenza e il diritto delle migliaia che volevano manifestare pacificamente, non schiacciando l’occhio agli estremisti".
"Violentati", questa la lettura che l'Unità dà degli scontri del 15 ottobre a Roma. Violentati sono i giovani scesi in piazza a manifestare. Le loro ragioni sono state oscurate dai black bloc che hanno devastato la città. Vere e proprie "bande organizzate" le definisce il Fatto Quotidiano in prima pagina.
Il quotidiano comunista il Manifesto, invece, titola "Lettera alla Bce" e accende i riflettori sulle ragioni che hanno spinto migliaia di cittadini a scendere per le strade pacificamente. Fa però discutere in rete l'editoriale di Valentino Parlato che, ricordando la folla oceanica segno di un possibile cambiamento d'epoca, aggiunge: "A Roma ci sono stati anche scontri con la polizia e manifestazioni di violenza. Meglio se non ci fossero state, ma nell'attuale contesto, con gli indici di disoccupazione giovanile ai vertici storici, era inevitabile che ci fossero. Aggiungerei: è bene, istruttivo che ci siano stati. Sono segni dell'urgenza di uscire da un presente che è la continuazione di un passato non ripetibile".

Giuliano Giuliani contro i black bloc - Punta il sito contro i violenti incappucciati e vestiti di nero anche Giuliano Giuliani, padre di Carlo, il giovane morto durante il G8 di Genova. "Un gruppo di miserabili delinquenti ha cercato di distruggere il valore di una grande manifestazione" dice a l'Unità. Fa poi un paragone tra i fatti del luglio 2001 e la manifestazione del 15 ottobre 2011. Hanno molte cose in comune, "una di queste è la incapacità delle forze ordine di bloccare questo centinaio di autentici delinquenti, che non si sa bene chi siano, alcuni dei quali hanno scritto sul blindato danneggiato 'Carlo Vive'. Mescolare Carlo in questa vicenda da parte di questi farabutti è una delle cose più indegne, indecorose e schifose che possano fare".

Il poliziotto: "Troppo vecchi per i ventenni" - Sulle colonne del Messaggero la cronaca della giornata vissuta da chi ha il compito di mantenere l'ordine pubblico. Tra le testimonianze c'è anche quella di un agente presente in piazza a Roma. "Troppo vecchi per i ventenni - dichiara - A 50 anni è difficile fare il poliziotto. Soprattutto se si è chiamati a fronteggiare dei giovani di 20-30 anni". Poi aggiunge: "Per questa manifestazione abbiamo raschiato il barile. Tutto quello che era disponibile è stato messo in campo".

La polemica: controlli soft - Roma è tornata alla normalità solo nella notte e domenica mattina si è risvegliata dovendo fare la conta dei danni e interrogandosi su come sia stato possibile restare per ore in ostaggio di gruppi di balck bloc, criminali dal volto coperto che hanno il solo scopo di distruggere.
"Controlli soft e corteo senza filtri" è la risposta che dà Carlo Bonini dalle colonne di Repubblica. "Idranti sulla folla e priorità ai palazzi del potere: ecco gli errori" spiega nel lungo articolo di pagina 8.

Oscurata la manifestazione pacifica - Eppure la giornata era iniziata nel migliore dei modi: migliaia e migliaia di manifestanti che alle 14 avevano già riempito via Cavour, piazza della Repubblica, piazza dei Cinquecento e viale Castro Pretorio: una fiumana di gente, colorata e allegra. (LE FOTO)
"People of Europe: rise up!" (ribellati!) era il grande striscione che ha aperto il corteo. E poi migliaia di bandiere di tutti i partiti della sinistra, Pd escluso, dei Cobas e delle Usb, dell'Arci. I centri sociali con la musica a tutto volume e l'urlo "noi la crisi non la paghiamo".

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