Sarah Scazzi, la Cassazione: il processo resta a Taranto

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Respinta la richiesta avanzata dalla difesa di Sabrina Misseri di spostare il procedimento a Potenza perché nella cittadina pugliese ci sarebbe un clima ostile alle due principali imputate. L'avvocato Coppi: "Prendiamo atto". VIDEO

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Il processo per l'omicidio di Sarah Scazzi si terrà a Taranto, sua sede naturale. La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di rimessione del processo per incompatibilità ambientale avanzata dagli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, difensori di Sabrina Misseri.
Ieri, mercoledì 12 ottobre, dalla Procura della Cassazione, contro ogni previsione, era arrivato il 'via libera' alla richiesta della difesa di Sabrina di spostare il procedimento per il clima eccessivamente ostile creatosi nei confronti delle due principali imputate per la morte della 15enne di Avetrana: Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano, accusate di concorso in omicidio volontario, sequestro di  persona e soppressione di cadavere. Una tesi che evidentemente la prima sezione penale della Cassazione presieduta da Severo Chieffi non ha condiviso. Da qui il  rigetto del ricorso con la condanna al pagamento delle spese processuali.

"I giudici di Taranto sono e saranno sereni nel giudicare" la vicenda relativa al delitto di Sarah Scazzi avvenuto ad Avetrana il 26 agosto 2010. Lo rileva Valter Biscotti, l'avvocato che rappresenta la famiglia di Sarah Scazzi costituitasi parte civile nei procedimenti in Cassazione. Soddisfazione, dunque, da parte del legale della famiglia Scazzi per il quale "non c'era nessuna argomentazione giuridica o tecnica tale da determinare lo spostamento del processo a Potenza".


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