Caso escort, ispettori nelle procure

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Il ministro della Giustizia Nitto Palma avrebbe disposto delle verifiche nell'ambito delle inchieste su Tarantini. Vertice tra i pm: Roma indagherà sulla presunta estorsione, Bari dovrà accertare se Berlusconi abbia indotto l'imprenditore a dire il falso

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Il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma avrebbe disposto un'ispezione presso le procure di Bari e di Napoli nell'ambito delle inchieste sulle escort portate da Tarantini al premier Berlusconi. L'obiettivo? Per quanto riguarda la procura pugliese, verificare se, come denunciato al Csm dall'ex pm Giuseppe Scelsi, vi siano stati da parte del procuratore capo Antonio Laudati presunti ritardi nella chiusura dell'inchiesta. Quanto all'ispezione a Napoli, il ministro potrebbe annunciarla ufficialmente martedì 11 ottobre alla Camera, come sollecitato da una serie di interrogazioni e di interpellanze del Pdl, oltre che da un esposto dei penalisti di Bari.

Intanto lunedì 10 c'è stato un vertice nella Capitale tra i pm romani e quelli baresi sull'inchiesta partita da Napoli, spostata a Roma e poi trasferita a Bari. Si è deciso che sarà la procura di Roma a indagare sulla presunta estorsione nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avvenuta tra marzo e luglio 2011. I magistrati pugliesi dovranno invece accertare se Berlusconi, nel 2009, abbia indotto l'imprenditore Gianpaolo Tarantini a dichiarare il falso.

Nell'aprire l'inchiesta, la procura di Napoli ha ipotizzato un'estorsione da circa 750mila euro ai danni del premier da parte di Tarantini, della moglie e del faccendiere ed ex giornalista Valter Lavitola, per non rivelare dettagli sulla frequentazione di escort nelle dimore di Berlusconi.
Il Riesame di Napoli - disponendo la scarcerazione di Tarantini - ha però avanzato un'altra ipotesi di reato, su cui indaga Bari: quella di induzione a rendere false dichiarazioni alla magistratura, che vede coinvolti sia Lavitola, latitante all'estero, che Berlusconi.

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