Eurolat, Geronzi e Cragnotti rinviati a giudizio

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L'ex presidente della Banca di Roma e l'ex amministratore delegato della Cirio sono accusati di estorsione ai danni di Calisto Tanzi: avrebbero esercitato pressioni sull'ex patron di Parmalat per l'acquisto di una società a un prezzo fuori mercato

Cesare Geronzi, ex presidente della Banca di Roma, Sergio Cragnotti ex amministratore delegato della Cirio e Riccardo Bianchini Riccardi, ex componente del Cda Cirio, sono stati rinviati a giudizio dal gup di Roma per la vicenda della presunta estorsione ai danni di Calisto Tanzi per la cessione della società Eurolat alla Parmalat. Il processo comincerà il 25 gennaio del 2012.

La richiesta è legata a un filone della vicenda Parmalat che da Parma, per competenza territoriale, era arrivata a piazzale Clodio. Secondo l'impianto accusatorio i tre avrebbero esercitato pressioni su Callisto Tanzi per l'acquisto della società Eurolat, ramo latte della Cirio, a un prezzo fuori mercato (duecento miliardi di lire in più) nel 1998. In caso contrario la Banca di Roma avrebbe ritirato i finanziamenti al gruppo alimentare emiliano.

Gli imputati sono accusati di estorsione aggravata in quanto Geronzi, "che agiva - si legge nel capo di imputazione - come parte sostanziale della trattativa pur apparendo formalmente solo come 'garante della riservatezza', Cragnotti, quale ad di Cirio, e Bianchini Riccardi", quale componente del Cda di Cirio "si procuravano l'ingiusto profitto derivante dalla corresponsione dalla Parmalat spa di almeno 200 miliardi di lire oltre al valore effettivo della Eurolat spa, che venivano utilizzati per il pagamento dei crediti che la Banca di Roma vantava nei confronti delle società del gruppo Cirio".

A Cragnotti, Geronzi e Bianchini Riccardi sono contestati anche reati di bancarotta distrattiva ai danni del gruppo Parmalat: si tratta della "distrazione patrimoniale consistita nell'acquisto della società Eurolat srl al prezzo incongruo di 829 miliardi di lire, superiore di 200 miliardi di lire".

Ai rinviati a giudizio, infine, è contestato di avere concorso a causare la dichiarazione dello stato di insolvenza di Eurolat proprio attraverso l'estorsione a Tanzi e la bancarotta per distrazione al centro dell'indagine.

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