La salma di Melania Rea non sarà riesumata

Un mazzo di fiori davanti al chiosco nelle cui immediate vicinanze è stato ritrovato il corpo senza vita Carmela Rea, in una foto del 24 aprile 2011 nel Bosco delle Casermette a Ripe di Civitella (Teramo)
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Il gip del tribunale di Teramo ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali di Salvatore Parolisi, indagato per la morte della moglie uccisa nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto

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Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Teramo, Giovanni de Rensis, ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali di Salvatore Parolisi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile attraverso un nuovo esame autoptico sul corpo di Melania Rea, uccisa il 18 aprile scorso a Ripe di Civitella.

La richiesta della difesa del caporalmaggiore, in carcere da luglio scorso con l'accusa di omicidio volontario della moglie, era motivata dalla necessità di stabilire l'ora esatta
dell'assassinio della ventinovenne di Somma Vesuviana, per poter escludere la partecipazione al delitto dell'unico indagato, cioè Parolisi.
E' stata dunque accolta la richiesta della procura che sosteneva la non necessità della ripetizione dell'autopsia in quanto i risultati della consulenza medico-legale eseguita da Adriano Tagliabracci aveva sufficientemente chiarito l'arco temporale in cui era avvenuto
il decesso, grazie all'esame del cibo e del caffè analizzati nell'intestino della donna. L'incidente probatorio serviva alla difesa di Parolisi per dimostrare che il caporalmaggiore al
momento del delitto della moglie non si trovava a Ripe ma a Colle San Marco.

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