Knox, il New York Times: "Brava Italia"

Perugia, Amanda Knox giudicata innocente - Getty Images
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Duro il britannico The Guardian: "In Italia non si arriva mai a una verità definitiva". Ecco come i giornali stranieri interpretano la sentenza sull'omicidio di Meredith Kercher. E come vedono le differenze tra il sistema giudiziario italiano e quello Usa

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“Brava Italia”. I migliori complimenti alla fine arrivano dal New York Times, una testata che in passato non ha certo risparmiato critiche feroci al nostro paese. In un editoriale pubblicato a sentenza ancora calda, il quotidiano della Grande Mela elogia senza mezzi termini un “sistema legale che offre una chance ad ogni sospetto criminale”. Nel ricordare il recente caso Troy Davis, “ucciso dallo Stato della Georgia nonostante la maggior parte dei testimoni abbiano poi ritrattato le loro deposizioni”, il New York Times sottolinea anche che “se Amanda Knox fosse stata giudicata negli Stati Uniti, ora potrebbe essere già in via di esecuzione”. Stessa conclusione anche per la testata online Salon, secondo cui “Amanda è stata fortunata ad essere stata giudicata in Italia (…) Se fosse stata accusata di omicidio nel suo stato natale, sarebbe già arrivata la sedia elettrica”

Dopo tante critiche alla giustizia italiana, anche The Seattle Times (il principale quotidiano della città in cui è nata Amanda Knox), è pronto a fare qualche passo indietro. La testata statunitense ricorda che “molto è stato scritto sul sistema giudiziario italiano, soprattutto in termini negativi per la condotta inappropriata ed eccessivamente zelante del Pm Giuliano Mignini. Ma, detto questo, i tribunali italiani concedono due appelli e nel primo di questi Amanda Knox e il suo ex sono stati scagionati”. Nel parlare di “senso di sollievo” per una vicenda che sembrava “un brutto romanzo”, il Seattle Times sottolinea comunque come l’omicidio di Meredith “resti una tragedia su molti fronti”. Da una parte “la famiglia Kercher ha diritto alla giustizia” e dall’altra rimane il dato di fatto che “Amanda ha speso più di 1000 giorni della sua giovinezza dietro le sbarre”. Insomma: bene che sia stata riconosciuta la loro non colpevolezza, ma la giustizia italiana deve andare più a fondo, come ricorda anche la CNN già nel titolo dell’articolo dedicato al caso (“Amanda Knox è libera, ma non c’è ancora nessuna verità sull’omicidio della studentessa”).

Continua invece ad essere molto critico il quotidiano inglese The Guardian che in un articolo a firma Tobias Jones (già autore del saggio “Il cuore oscuro dell’Italia"), punta il dito contro l’inconcludenza del nostro sistema giudiziario: “Se molti hanno avuti dubbi sulla prima sentenza, altrettanti saranno ora dubbiosi su questa seconda. E’ una delle tante debolezze della giustizia italiana che non arriva mai a una verità definitiva”. L’autore ricorda poi ai lettori inglesi i tanti casi rimasti aperti (l’omicidio di Pier Paolo Pasolini, Ustica, la strage alla stazione di Bologna e quella di Piazza Fontana, il caso Cogne) e descrive noi italiani come un popolo affetto da perenne dietrologia: “Dal momento che i tribunali non offrono verdetti convincenti, le teorie del complotto sono un passatempo nazionale (...) In Italia le storie vere e false sono un tutt’uno, come Luigi Pirandello sottolineava circa un secolo fa. In questa terra di illusionismo puoi diventare pazzo a cercare la verità” (nella fretta di dare subito la notizia, alcuni siti hanno tradotto male la sentenza del giudice italiano e "condannato" Amanda. Tra questi, anche The Guardian: guarda le foto).
Un’interpretazione simile si ritrova anche sul Wall Street Journal che, seppur con toni meno duri di quelli del Guardian, ricorda come la sentenza “lasci l’Italia in uno stato di pubblica confusione”.

Se quindi è vero, come sottolinea il quotidiano canadese Globe and Mail, che “tutti gli occhi erano puntati sulla giustizia europea”, ogni sistema sembra avere i suoi pregi e difetti: “Per gli Europei, la cosa sconvolgente dei sistemi in lingua inglese è che nessuno è responsabile di dichiarare una verità assoluta. O.J. Simpson è stato liberato non perché era del tutto innocente, ma perché l’accusa non è riuscita a presentare forti argomentazioni e ha dimostrato di avere pregiudizi razziali. Per i Nord Americani e i Britannici, il problema invece è che l’accusa e la difesa non sono uguali”.

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