Ruby, il processo a Berlusconi va avanti

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Il premier è accusato di prostituzione minorile e concussione. La richiesta di stop, bocciata dal Tribunale di Milano, era stata avanzata in attesa della decisione della Consulta sul conflitto di attribuzione. Rinvio a giudizio per Mora, Minetti e Fede

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(in fondo all'articolo tutti i video sul caso Ruby)

No alla sospensione chiesta dalla difesa di Silvio Berlusconi al processo "Ruby" in cui il premier è accusato di concussione e prostituzione minorile. La richiesta, avanzata in attesa della decisione della Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzione sollevato dal Parlamento, è stata respinta dai giudici della quarta sezione penale. Il processo riprenderà sabato 22 ottobre.
E lunedì 3 ottobre un altro giudice milanese, il Gup Maria Grazia Domanico, ha rinviato a giudizio Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti (VIDEO E FOTO) per favoreggiamento e induzione alla prostituzione, anche minorile, sempre per il caso Ruby. Il processo inizierà il 21 novembre prossimo con una velocità che i difensori degli imputati non hanno esitato a bollare come "inusuale". Anche se tutti si sono detti "non stupiti" della decisione del giudice che, ha dichiarato il direttore del Tg4, "non poteva smentire la Boccassini" (L'AVVOCATO DI EMILIO FEDE: VIDEO).

Ghedini: "Schiaffo alla Consulta" - La decisione del tribunale è "uno schiaffo dato da questo tribunale alla Consulta". Lo ha affermato, al termine della udienza, uno dei legali del premier, Niccolo' Ghedini, il quale ha sottolineato come la Corte Costituzionale abbia fissato in tempi rapidi, il 7 febbraio 2012, la data per la discussione e "quindi, se si pensa che questo processo si prescrive nel 2025, non ci sarebbe stato alcun problema ad attendere la Consulta. Ma si è voluto imprimere una accelerazione". Ghedini ha aggiunto che al tribunale di Milano c'è "un accanimento processuale" nei confronti dei processi che coinvolgono il premier, che si traduce in una serie di date ravvicinate delle udienze.

Le modelle: ci costituiremo parte civile-
In aula si sono presentate anche le due ex miss che intendono costituirsi parte civile nel procedimento: Ambra Battilana (VIDEO) e Chiara Danese. Insieme a loro anche la modella marocchina Imane Fabil, che ha partecipato ad alcune feste nella casa del premier e che ha detto di ritenersi parte offesa (GUARDA IL VIDEO).

La difesa della Minetti: "La colpa è di Tarantini" - La difesa di Nicole Minetti avrebbe sostenuto oggi nell'udienza sul caso Ruby che il premier Silvio Berlusconi non aveva bisogno del consigliere regionale quale intermediario per portare le ragazze ad Arcore, perché se ne occupava Giampaolo Tarantini. Da quanto si è saputo, l'avvocato Pier Maria Corso, che difende Minetti, per dimostrare l'estraneità dalle accuse di induzione e favoreggiamento della prostituzione a carico della Minetti, avrebbe spiegato che il ruolo di intermediario era svolto da Tarantini.

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