Perugia, i parenti di Mez: “Non comprendiamo la sentenza”

1' di lettura

La famiglia di Meredith Kercher ha accolto con compostezza la decisione della corte d’Appello di Perugia di assolvere Amanda e Raffaele. “Non capiamo come sia stato possibile modificare così il verdetto del primo grado, ma abbiamo ancora fiducia”

LA SENTENZA:
Assolti per non aver commesso il fatto
La gioia dei familiari di Amanda e Raffaele
La folla urla Vergogna: VIDEO

LE FOTO:
Le reazioni alla sentenza - L'ultima udienza di Appello - Così la stampa estera - Il delitto di Perugia: L'ALBUM

LA VICENDA GIUDIZIARIA:
Sollecito e Knox: la sentenza di primo grado
E intanto Rudy sconta la condanna definitiva per "omicidio in concorso"
Amanda e Raffaele: più di mille giorni in carcere
(in fondo all'articolo tutti i video sulla sentenza di appello)

Hanno ascoltato e accolto la sentenza con la stessa compostezza che li ha caratterizzati in questi quattro anni. Stefanie Kercher, suo fratello Lyle e la mamma Arline sembravano impietriti mentre i giudici della corte d’Appello di Perugia assolvevano con formula piena Amanda Knox e Raffaele Sollecito, condannati in primo grado a 26 e 25 anni di reclusione per l’omicidio della loro Meredith. Niente lacrime, niente urla: i parenti della giovane uccisa nel 2007 sono rimasti immobili e hanno aspettato un po’ prima di lasciare il Tribunale. Non si sono fermati davanti alla folla di giornalisti. Solo in un secondo momento hanno commentato la sentenza. “Rispettiamo la decisione dei giudici – hanno detto – ma non comprendiamo come sia stato possibile modificare completamente la decisione del primo grado. Siamo comunque fiduciosi del sistema giudiziario italiano e speriamo che la verità possa finalmente essere accertata”.

La fiducia nella giustizia italiana era stata sottolineata anche nel pomeriggio di lunedì 3 ottobre, a poche ore dalla decisione dei giudici, quando la famiglia di Meredith aveva tenuto una conferenza stampa nel capoluogo umbro. “Siamo stati soddisfatti della prima sentenza – aveva detto Stefanie, la sorella di Mez –. Ora ci sentiamo nello stesso modo. Abbiamo fiducia nelle prove forensi. Spero che i giudici tengano conto delle prove, niente è cambiato rispetto all'altro processo”. E invece secondo i giudici della corte d'Appello, probabilmente soprattutto dopo i risultati della perizia, qualcosa è cambiato.

Leggi tutto