Politici (presunti) gay: polemiche per la lista sul web

Manifestazione contro l'omofobia a Roma - Credits: Getty Images
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Fa discutere la pubblicazione anonima, sul web, di nomi di esponenti del centrodestra ritenuti omofobici e segretamente omosessuali. In rete e sui social netwrok, attivisti e blogger criticano merito e metodo con cui è stata gestita la vicenda

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di Nicola Bruno


Politici indignati, comunità gay spaccata e blogger preoccupati. L’annunciata pubblicazione su un sito online della lista dei (presunti) politici italiani gay e omofobici ha scatenato un fiume di reazioni contrariate, in maniera del tutto bipartisan. Per il merito della vicenda e per il metodo con cui è stata gestita l’operazione: un blog anonimo, con una lista di nomi, e nessuna fonte che possa confermare la veridicità della “soffiata”. Insomma, una pratica contraria anche alla consuetudine dell’outing (la pratica di rivelare l’orientamento sessuale di una persona pubblica senza il suo consenso, da tempo utilizzato nella lotta per il riconoscimento dei diritti LGBT) che cerca invece di portare sempre prove a supporto della propria battaglia.

REAZIONI POLITICHE
- "Fantasie malate di personaggi inqualificabili. Non perdete tempo a seguire queste sciocchezze estreme", ha commentato a caldo il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, il cui nome figura nella lista.  Secondo il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, si tratta invece solo di "una bufala, cinica e violenta: diffamazione gratuita che non aiuta certo la causa della lotta contro l'omofobia, anzi, fomenta l'intolleranza e, quindi, la violenza". "Il ricorso all'idea di ‘lista’ poi - continua Mara Carfagna - riporta alla nostra memoria orrori del passato che non si ripeteranno”. Sceglie invece la strada dell’ironia il vice presidente vicario del Pdl alla Camera Massimo Corsaro (anche lui citato nella lista), che ha dichiarato: "Mi era giunta notizia che il mio nome sarebbe stato strumentalmente inserito in un elenco infamante.  Per un attimo ho temuto che mi inserissero in quello degli interisti occulti. Tutto sommato meglio così...". Sarcastico anche Mario Baccini del PdL (altro nome pubblicato nella lista) che dice: "Sono seriamente preoccupato perché ho già ricevuto un centinaio di telefonate di donne in apprensione, a cominciare da mia moglie Diana. A seguito della notizia - ha aggiunto Baccini - mi hanno assicurato che si sta costituendo un comitato femminile per la tutela del maschio latino che lancerà una campagna di adesioni e raccolta firme affinché l'Unesco mi riconosca come maschio patrimonio dell'umanità”. Nei giorni scorsi anche Paola Concia, deputata Pd autrice di una proposta di legge contro l’omofobia, si era detta contraria all’operazione: “Un modo estremo di fare battaglia politica. Sono anni che faccio una battaglia alla luce del sole, questa modalità non fa parte della mia cultura”.

COMUNITA’ GAY - Reazioni critiche sulle modalità dell’outing sono arrivate anche da esponenti di punta della comunità gay. “È sbagliato fare una lista di nomi, violando la privacy delle persone anche se, in alcuni casi, si tratta di omofobi patentati che fanno una politica senza coerenza con la propria identità”, ha dichiarato Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell'IdV. Critico anche Enrico Oliari, presidente di GayLib, associazione gay di centrodestra, e membro dell'assemblea nazionale di Futuro e Libertà: "La lista dei dieci nomi di presunti gay omofobici rischia di concretizzarsi in un boomerang: chi l'ha fatta procuri le prove o si renda conto di aver creato un danno a tutti noi". Anche l’Associazione Radicale Certi Diritti boccia senza appello l’operazione: “L'outing è uno strumento di per sé contraddittorio, utilizzato solo in alcune delle nazioni che sono all'avanguardia nella lotta dei diritti civili. Messa così tutta questa operazione potrà apparire esclusivamente pretestuosa, come già fu per il famoso caso Boffo”. Unica voce fuori dal coro è quella di Aurelio Mancuso, leader storico del movimento gay italiano, che nel negare di essere tra i promotori del blog, ribadisce che si tratta “un'operazione certamente estrema ma che dà anche voce, viste le tanti reazioni che ci sono nella rete, ad un sentimento di indignazione diffuso nella comunità gay italiana”.

IN RETE - Parla di operazione “barbara, becera e vile”, Alessio De Giorgi di Gay.it, testata che afferma di aver fatto il “primo outing della storia italiana”, fornendo però materiali e documenti di supporto (e riuscendo così a vincere anche una denuncia per violazione della privacy). È invece preoccupato per le conseguenze sulla rete italiana Alessandro Giglioli, giornalista e blogger de L’Espresso, che condanna da una parte la mancanza di responsabilità e dall’altra teme che in questo modo si vada contro l’idea di trasparenza del Web 2.0 (“Ha buttato lì dieci nomi senza una spiegazione, un episodio, una storia, un virgolettato. Niente. Tutto il contrario di quello che ha fatto WikiLeaks, per esempio”). Dello stesso avviso Fabio Chiusi, blogger de Il Nichilista: la lista dell’outing “afferma una idea di trasparenza per cui qualunque anonimo sarebbe legittimato ad affermare qualunque cosa sia ‘nascosta’ senza fornire giustificazione alcuna della veridicità di quanto ‘rivelato’. E questa è un’idea radicale, fondamentalista della trasparenza che nuoce alla trasparenza stessa”. Per lo stesso motivo Arianna Ciccone dell’Associazione Valigia Blu parla di “operazione oscena”. Un corsivo della testata online Linkiesta si chiede invece: “Ma davvero non ci sono politici ‘gay e omofobi’ nel centrosinistra? Insomma, se proprio si voleva fare una cosa del genere, almeno, si poteva esordire evitando di dare l’impressione di essere semplicemente dei militanti”.

TWITTER - Per trovare qualche reazione meno allineata basta comunque fare un salto su Twitter dove decine di utenti condividono i nomi pubblicati online, a volte ne aggiungono di nuovi e in alcuni casi pubblicano anche battute (non proprio eleganti) nei confronti dei nomi citati nella lista. Sempre sul sito di microblogging, poi, questa mattina è stato lanciato il tormentone #Outinglist, con cui un gruppo di utenti si diverte a prendere in giro l’idea della lista dei politici gay, proponendo contro-liste all’insegna dei: “dieci politici che si accoppiano con i canguri” o dei “dieci politici che si pettinano con il riporto”.

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