Istat, aumentano gli stranieri residenti in Italia

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Dall'annuale rapporto sugli immigrati regolari emerge che il loro numero è in aumento. Rumeni e albanesi i più presenti. Coldiretti: "Stranieri fondamentali per i lavori in campagna". E senza di loro l'Italia non avrebbe crescita demografica

Italia sempre più multietnica. Il rapporto Istat sui residenti stranieri nel nostro paese fotografa una realtà in continua evoluzione. Al primo gennaio 2011, gli immigrati regolari sul territorio italiano erano oltre 4 milioni e mezzo, 335mila in più rispetto all'anno precedente. Nel 2010 sono nati circa 78mila bambini stranieri, il 13,9% del totale delle nascite. Il contributo è determinante a mantenere il segno positivo alla crescita demografica. Infatti senza gli stranieri la popolazione italiana sarebbe calata di 49mila unità. In aumento anche la quota di cittadini stranieri in relazione ai residenti in Italia, che passa in un anno dal 7 al 7,5% del totale. L'incidenza aumenta al Nord, dove un cittadino su dieci è straniero.

Quasi la totalità degli immigrati infatti risiede al Centro-Nord, ma sono in aumento anche al Sud e nelle Isole. La comunità più numerosa è quella rumena, che ha quasi raggiunto il
milione di residenti in Italia. La crescita è parallela a quella di molti gruppi provenienti dall'Europa centro-orientale (Moldavia, Ucraina, Russia). In grande aumento anche i cittadini che arrivano dal sud est asiatico (Pakistan, India, Bangladesh, Filippine). Questo dato è influenzato dalla regolarizzazione di colf e badanti del 2009, che ha permesso a molte lavoratrici di acquisire lo status di cittadinanza nell'ultimo anno. Insieme ai rumeni, le altre due maggiori comunità presenti in Italia sono quella albanese e quella marocchina. Inoltre vi sono diverse comunità che rivestono un ruolo significativo a livello locale. Ad esempio gli ecuadoriani sono la prima comunità in Liguria, mentre gli ucraini sono dominanti in Campania. Da segnalare anche la comunità cinese nell'area tosco-emiliana e la forte presenza di tunisini in Sicilia.

I dati sugli immigrati non possono che essere parziali. A queste cifre vanno aggiunti infatti i clandestini, che non avendo una posizione regolare non possono essere censiti. Ci hanno provato l'Ocse e la Caritas, che nell'ultimo rapporto ha stimato il loro numero intorno ai 500-750 mila. Se così fosse, sarebbero l'1% della popolazione totale e il 25% di tutti i residenti stranieri.

Gli immigrati rivestono un ruolo fondamentale nel mondo del lavoro, soprattutto in quello stagionale e nelle campagne di raccolta agricola. La Coldiretti, commentando i dati
Istat, ha tracciato una mappa dei lavoratori stranieri. Si scopre così che i ghanesi sono impiegati nella raccolta delle mele in Trentino, i polacchi si occupano dell'uva del prosecco e gli indiani sono ormai richiestissimi nella cura delle stalle. Un lavoratore su dieci nei campi italiani è straniero. La vendemmia di quest'anno, afferma Coldiretti, è stata possibile solo grazie ai 30mila lavoratori immigrati. Tra i tanti esempi citano i macedoni nella produzione del Barolo, i tunisini per il Brunello di Montalcino e i rumeni nelle vigne della Bonarda e del Franciacorta.

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