Caso escort, Laudati si difende al Csm e denuncia Scelsi

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Il procuratore capo di Bari annuncia che querelerà per calunnia l’ex pm che lo accusa di aver ritardato l’inchiesta sul giro di ragazze portate da Tarantini al premier. Nell'audizione a Palazzo dei Marescialli ha smentito "una serie di falsità"

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Si è difeso a tutto campo Antonio Laudati, e per quattro ore e mezzo, in un blindatissimo Palazzo dei Marescialli, ha respinto punto per punto le tante accuse mossegli dall'ex pm di Bari Giuseppe Scelsi, prima tra tutte quella di aver rallentato l'inchiesta sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze del premier Silvio Berlusconi. Amareggiato per essere finto nel 'tritacarne mediatico', il procuratore capo di Bari è però combattivo: con se' porta una serie di carte che depositerà al Csm per "ricostruire la verità dei fatti" così da smentire - dirà poi all'agenzia di stampa Ansa - "una serie di falsità e di calunnie". Non solo. In serata Laudati annuncia denunce per calunnia nei confronti di Scelsi e del colonnello della Guardia di Finanza Salvatore Paglino: quest'ultimo (arrestato nel giugno del 2010 su richiesta dello stesso Laudati per peculato, stalking e rivelazione del segreto d'ufficio) era in servizio al nucleo di polizia tributaria di Bari e coordinava le indagini su Tarantini e il giro di escort.

Qualcuno pensava ("o forse sperava") che avrebbe gettato la spugna? A lasciare il suo posto Laudati non ci pensa affatto. Ma se mai emergesse una sola ombra e se la prima commissione di Palazzo dei Marescialli avviasse una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale, lui stesso per primo farebbe un passo indietro chiedendo di essere destinato ad altro incarico. Per ora non è sufficiente l'essere indagato dalla procura di Lecce per abuso d'ufficio, favoreggiamento e tentata violenza privata nei confronti di Scelsi. Le accuse vanno provate. Perciò Laudati consegna nuove carte al Csm, per tentare di smontare la versione offerta agli inquirenti salentini dall'ex titolare dell'inchiesta sulle escort.

E' vero, come hanno riferito Scelsi e il colonnello Paglino, che nel corso dell'ormai famosa riunione informale alla scuola della Guardia di Finanza di Bari, il 26 giugno del 2009, Laudati si sarebbe presentato come "inviato" del ministro della Giustizia Alfano? La versione data al Csm dall'ex capo degli Affari penali del ministero della Giustizia è tutt'altra. Qualificarmi come inviato del governo? Sarei un pazzo. E se accertate che ho detto ciò cacciatemi dalla magistratura, avrebbe detto Laudati nella sala del plenum del Csm che, al termine dell'audizione, ha segretato i verbali. Quella riunione - avrebbe spiegato - era solo un'occasione per presentarmi, visto che di lì poco mi sarei insediato. E ancora: Laudati avrebbe smentito che durante quell'incontro alla scuola della Gdf si sarebbe parlato delle indagini sulle escort. Piuttosto, il futuro procuratore di Bari era consapevole di andare ad insediarsi in una procura dove c'erano state clamorose fughe di notizie sul caso Tarantini-Patrizia D'Addario. Inchiesta, questa, di cui era titolare Scelsi e che si prestava ad essere strumentalizzata politicamente. Quanto al gruppo ristretto della Guardia di Finanza alle dirette dipendenze di Laudati con il compito - secondo le accuse di Scelsi - di avviare una sorta di inchiesta parallela, il procuratore di Bari avrebbe spiegato al Csm che quel nucleo era stato creato per il coordinamento delle indagini, delle quali tutti i sostituti pm sarebbero stati messi a parte. Laudati non saprebbe spiegarsi il perché delle accuse che gli sono state da Scelsi, con il quale riferisce di aver lavorato per quasi due anni senza problemi. Probabilmente dissapori di carattere personale, soprattutto perché' Scelsi sarebbe apparso fin troppo innamorato delle sue tesi.

La prima commissione del Csm, presieduta dal laico del Pdl Nicolo' Zanon, ha già sentito Scelsi, lunedi' scorso, per quattro ore. Dopo aver preso in esame i documenti depositati oggi da Laudati, è probabile che a Palazzo dei Marescialli verranno convocati anche i due magistrati che hanno affiancato Scelsi nell'inchiesta 'escort', vale a dire i pm Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia, per mettere a confronto le diverse versioni. Nel frattempo, la procura di Lecce ha avviato verifiche sulle affermazioni rilasciate da Scelsi relative anche all'interesse rivolto per qualche tempo dalla procura di Bari sul presunto complotto 'mediatico-politico-giudiziario' ordito da ambienti vicini al diessino D'Alema (ma di cui i pm hanno verificato l'insussistenza) ai danni di Berlusconi sulla vicenda delle escort. Per questo, i pm salentini hanno chiesto alla procura di Bari gli atti dell'inchiesta.

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