Violenze a Roma, il prefetto: "Si tratta di piccole bande"

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Un anziano di 68 anni è stato ridotto in fin di vita durante uno scippo. Giuseppe Pecoraro commenta a SkyTG24 la scia di sangue che sta investendo la Capitale: "Ci sono gang che cercano di spartirsi il territorio soprattutto per la droga". IL VIDEO

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Non si tratta di omicidi riferibili alla criminalità organizzata, ci troviamo di fronte a piccole bande che cercano di spartirsi pezzi di territorio soprattutto per la droga. Lo ha spiegato il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, in un'intervista a SkyTG24 (guarda il video in alto) commentando l'ondata di violenza che ha investito la Capitale dall'inizio dell'estate. L'ultimo episodio risale alla sera del 20 settembre, quando un anziano, nel tentativo di difendere la moglie durante uno scippo, è stato investito dalla macchina in fuga dei malviventi. L'uomo, 68 anni, è ora ricoverato in gravissime condizioni. E ancora, oggi 21 settembre, un uomo è stato accoltellato alla stazione Termini.

Nell'intervista il prefetto ha poi osservato che "ventisette omicidi dall'inizio dell'anno è un dato che rientra nella media ma non vuol dire che non dobbiamo preoccuparci". E ancora: "Con la magistratura abbiamo fatto una analisi comune" sugli omicidi degli ultimi tempi e "abbiamo analizzato omicidio per omicidio con le rispettive modalità di esecuzione. Non si tratta di una banda strutturata, ma piccole bande composte da giovanissimi, che utilizzano le pistole al posto di altre armi".

Solo qualche giorno fa, il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, che è il capo della Direzione distrettuale antimafia, aveva parlato di “una guerra tra bande” in corso.
Pecoraro ha infine concluso: "Per noi ogni reato costituisce una sconfitta, ma le forze dell'ordine sono riuscite a individuare gli autori di questi delitti, siamo riusciti a rastrellare il territorio e stiamo provvedendo a rendere più capillare il presidio, soprattutto nelle periferie. Con il Patto per Roma sicura, faremo in modo di dislocare un maggior numero di agenti" nei luoghi più sensibili della città.

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