Scontri tra migranti e agenti a Lampedusa, feriti. VIDEO

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Sull'isola la protesta dei tunisini in attesa di rimpatrio. Le forze dell'ordine caricano un gruppo di profughi che minacciava di far esplodere bombole a gas. Lanci di sassi dai residenti, grave un immigrato. Il Viminale: "Via tutti entro 48 ore"

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Ancora caos nell'isola di Lampedusa, dopo l'incendio doloso che martedì ha distrutto il Centro di prima accoglienza. Mercoledì 21 la tensione è salita alle stelle nella zona portuale e all'interno dello stadio comunale, dove erano sistemati gli immigrati in attesa di essere rimpatriati.

Cariche e sassaiole
- La protesta di alcune centinaia di tunisini, probabilmente per via del rimpatrio, è degenerata dando vita a una guerriglia urbana. Alcuni migranti si sono impossessati di tre bombole di gas all'interno del vicino ristorante "Delfino blu" minacciando di farle esplodere. A questo punto le forze dell'ordine, in assetto anti sommossa, hanno caricato i manifestanti. Molti di loro si sono gettati da un muro per fuggire alle cariche. Gli scontri hanno coinvolto anche alcuni abitanti dell'isola, che hanno dato vita a una fitta sassaiola nei confronti degli immigrati, che hanno risposto lanciando a loro volta pietre e suppellettili.

Diversi feriti negli scontri - Una decina le persone sono rimaste ferite negli scontri e che sono state medicate nel Poliambulatorio dell'isola. Tra loro vi sarebbero tre agenti di polizia, un carabiniere e diversi migranti che presentano escoriazioni e contusioni. Uno di loro, in stato di semicoma, è stato trasferito d'urgenza a Palermo in eliambulanza.

Clima da "caccia all'uomo" sull'isola -
Disordini si sono registrati anche in altre zone dell'isola, in un clima di "caccia all'uomo" che ha coinvolto anche gli abitanti. Un tunisino sarebbe stato picchiato da due lampedusani e soccorso dalle forze dell'ordine.
Altri scontri tra tunisini e agenti sono avvenuti all'interno del Centro di prima accoglienza dove si trovano ancora un centinaio di immigrati. Gli extracomunitari avrebbero lanciato sassi e altro materiale contro gli agenti che presidiano la struttura.
Nel clima di tensione, si sono registrate aggressioni anche ad alcuni giornalisti, tra cui l'inviato di SkyTG24 Fulvio Viviano e il suo operatore Davide Di Stefano. "Ve ne dovete andare" hanno urlato contro i giornalisti alcuni lampedusani. Già martedì la troupe di SkyTG24 aveva subito un'aggressione (VIDEO).

Ragazzi trattenuti nelle scuole - Il dirigente della scuola di Lampedusa, dopo avere consultato il sindaco, durante gli scontri ha chiuso il portone e chiesto agli insegnanti di vigilare sugli alunni e al personale di controllare gli accessi. Tra le gente c'è paura e timore che i migranti che vagano per l'isola possano aggredire bambini e ragazzi.

Il sindaco De Rubeis: "La situazione è tragica" - "La situazione è tragica. Siamo stanchi di essere sfruttati dal governo, questa isola ha dimostrato esagerata accoglienza per oltre 55mila profughi, oggi siamo di fronte a 1.500 delinquenti. Chiediamo che il ministro Maroni svuoti immediatamente l’isola, perché Lampedusa ha dato e non vuole più dare" lo sfogo del sindaco di Lampedusa De Rubeis ai microfoni di SkyTG24.
Il primo cittadino si è poi asserragliato nel suo ufficio al Comune, 'armato' di una mazza da baseball, che si è detto "pronto a usare per difendersi", mentre i suoi concittadini hanno stretto d'assedio il municipio per protesta.

Lombardo: "Scontri erano prevedibili"
- "Quanto sta succedendo a Lampedusa era largamente prevedibile e, purtroppo, non ci sorprende. Ci stupisce, invece, come questo non sia stato previsto dal Ministero dell'Interno. Si tratta della cartina di tornasole dell'incapacità di questo governo nell'affrontare le drammatiche questioni che pesano sul nostro Paese" è il duro affondo del presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo.

Un ponte aereo per svuotare l'isola - Dopo gli scontri, una volta tornata la calma, le forze dell'ordine hanno condotto tutti i tunisini all'interno del centro di accoglienza di contrada Imbriacola di Lampedusa, dove solo uno dei tre padiglioni risulta parzialmente agibile dopo l'incendio di martedì pomeriggio. I migranti sono sotto stretta sorveglianza e la prefettura e la questura di Agrigento stanno organizzando un piano per evacuare gli oltre mille tunisini con un ponte aereo e anche con una nave. "Entro le prossime 48 ore tutti i clandestini presenti a Lampedusa saranno trasferiti per essere poi rimpatriati" ha assicurato il sottosegretario all'Interno con delega all'immigrazione e asilo, Sonia Viale.

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