Lampedusa, rivolta nel centro di accoglienza

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Incendio nel Cie dell'isola che accoglie 1200 persone. Ad appiccare le fiamme sarebbero stati gli stessi immigrati contrari al rimpatrio. Il sindaco De Rubeis: "Il peggior danno ambientale nelle Pelagie". Aggredita una troupe di SkyTG24. VIDEO

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Centro di accoglienza in rivolta a Lampedusa. Migranti esasperati si sono ribellati alla loro permanenza nelle strutture ( guarda le foto ), con clamorose azioni di protesta, con un incendio che ha distrutto le tre palazzine di contrada Imbriacola provocando una decina di intossicati, anche tra vigili del fuoco e forze dell'ordine.
Tra le persone trasferite in ambulanza al Poliambulatorio anche un extracomunitario paraplegico, costretto su una sedia a rotelle. Ingenti i danni alla struttura che era già stata gravemente danneggiata da un altro rogo doloso nel febbraio del 2009.
Nel Centro erano ospitati circa 1.200 tunisini sbarcati nelle settimane scorse sull'isola che avevano protestato a più riprese per chiedere il loro trasferimento sulla terra ferma.
Numerosi migranti hanno approfittato della confusione per fuggire, ma sono stati successivamente radunati dalle forze dell'ordine all'interno dello stadio comunale, a Cala Saline.
La rivolta sottolineano fonti del Viminale, "sarebbe legata al fatto che i rimpatri vanno avanti al ritmo di cento tunisini al giorno, un numero più alto di quello concordato ad aprile".

Il sindaco: "Il peggiore danno ambientale nella storia delle Pelagie" - Dal ministero dell'Interno si sottolinea che, nonostante le proteste, il programma di rimpatri andrà avanti così come deciso con le autorità nell'ultimo incontro che Maroni ha avuto a Tunisi.
Una posizione che era stata ribadita due giorni fa anche dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, nel corso di una visita a Lampedusa. "Potrà rimanere in Italia solo chi ha le carte in regola", aveva detto ai migranti.
E lunedì 19 settembre altri cento tunisini avevano lasciato l'isola per essere rimpatriati. Una situazione che avrebbe surriscaldato gli animi all'interno del Centro, innescando una rivolta "annunciata", come la definisce il sindaco di Lampedusa Dino De Rubeis . "Nei giorni scorsi - afferma - avevo lanciato più volte l'allarme. Adesso basta".
De Rubeis invita il premier Berlusconi e il ministro Maroni "a convocare un consiglio dei ministri straordinario sull'emergenza Lampedusa" e sollecita "l'invio immediato di navi militari" per trasferire tutti i tunisini che si trovano ancora sull'isola.
Non è l'unica preoccupazione: "Quello di oggi - osserva il sindaco - è il peggiore danno ambientale nella storia delle Pelagie. Abbiamo l'isola invasa da un fumo nauseabondo che sta entrando in tutte le case. E' diossina allo stato puro che i nostri figli stanno respirando".

L'aggressione alla troupe di SkyTG24 - E proprio durante la rivolta e l'incendio, una troupe di SkyTG24 è stata aggredita.
L'inviato sull'isola Fulvio Viviano e l'operatore Davide Di Stefano sono stati assaliti da un extracomunitario nella zona del porto.
L'aggressore si trovava insieme ad un centinaio di connazionali costretti ad abbandonare il centro di accoglienza.

Ascolta la testimonianza di Fulvio Viviano:





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