Pc e wi-fi: la scuola digitale resta una chimera

Il sito InnovaScuola è un’iniziativa voluta dai ministeri dell’Istruzione e della Pubblica amministrazione. Serve a condividere risorse ed esperienze che riguardano la didattica digitale
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Nel 2009 Brunetta aveva detto che avrebbe digitalizzato gli istituti entro fine legislatura. A un anno e mezzo dalla scadenza, le lavagne elettroniche sono usate solo dal 7% degli studenti e i portatili devono ancora arrivare nelle aule. I DATI

Scuola e università: LO SPECIALE

di Valeria Valeriano

“Entro il 2012, tutte le scuole saranno connesse in rete e dotate di strumenti e servizi tecnologici avanzati per la didattica e le relazioni con le famiglie”. Era il 21 gennaio 2009: il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro della Pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, presentavano a Roma il “Piano e-gov 2012”. Il capitolo dedicato alla scuola iniziava così. L’obiettivo era, ed è, quello di digitalizzare gli istituti introducendo strumenti innovativi come il Wi-Fi, le lavagne elettroniche, i computer portatili, gli sms per comunicare con le famiglie. Per raggiungerlo è stato siglato un protocollo d’intesa con il ministero dell’Istruzione. A settembre del 2009, durante una conferenza stampa con il ministro Mariastella Gelmini, Brunetta definiva l’addio a gessetti e lavagne tradizionali come “la conclusione di un’era” e si diceva sicuro di poter “digitalizzare tutta la scuola entro la fine della legislatura”. Ora, quando manca un anno alla scadenza fissata, qual è la situazione negli istituti italiani?

Lavagne elettroniche. Gli studenti che, al rientro dalle vacanze, hanno trovato la Lim (lavagna interattiva multimediale) appesa dietro la cattedra sono circa 550mila, il 7 per cento del totale. Finora sono stati installati 25.800 dispositivi. Hanno le dimensioni delle tradizionali lavagne d'ardesia, ma utilizzano le penne digitali al posto dei gessetti. Permettono di scrivere, fare ricerche sul web, riprodurre filmati, gestire immagini. In più prevedono accessori come la tavoletta interattiva e i risponditori: collegati senza fili con la lavagna, permettono di interagire con essa da qualsiasi punto dell’aula.
I docenti che sanno già usare la Lim sono 71mila. In 12mila impareranno presto. Durante l’anno scolastico 2011/2012, infatti, verranno investiti 20 milioni di euro (che si aggiungono agli 80 milioni spesi in passato) per l’installazione di altre 9mila lavagne elettroniche e il coinvolgimento di altri 185mila studenti. In questo modo gli alunni che useranno la Lim saranno uno su dieci.

Dalle Cl@ssi 2.0 alla Scuol@ 2.0. Pochi ma fortunati sono stati i ragazzi che l’anno scorso hanno sperimentato il progetto “Cl@ssi 2.0”. In 416 aule la didattica era completamente affidata alle nuove tecnologie, dalle lavagne elettroniche ai libri digitali. Gli studenti coinvolti sono stati 8.900, i docenti 3mila, l’investimento di 10 milioni di euro. Quest’anno il progetto si è evoluto diventando “Scuol@ 2.0”: non più singole classi ma interi istituti, 13, che usano strumenti didattici all’avanguardia. In questo caso i fondi investiti sono 5 milioni di euro, gli alunni coinvolti 15mila, i docenti 1.300.

Internet senza fili. Uno dei punti chiave dell’intesa Brunetta-Gelmini è il progetto “Scuole in Wi-Fi”. Creare reti di connettività gratuite senza fili all’interno degli edifici scolastici, infatti, porta vantaggi sia dal punto di vista amministrativo sia didattico. Il Wi-Fi sarà utile anche per sfruttare appieno le potenzialità delle Lim. Gli istituti che ne hanno fatto domanda sono stati 3.151, i kit assegnati 2.811. Le installazioni sono iniziate ad agosto ed entro l’anno una scuola su quattro sarà connessa. Con buona pace dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana, contraria al progetto per “i rischi che una prolungata esposizione ai campi elettromagnetici può avere sulla salute dei ragazzi”.

Libri digitali e computer. A fare bene agli studenti, almeno alle loro schiene, sarà l’introduzione dei libri digitali. In primavera, per la prima volta, i docenti dovranno indicare per l’anno 2012/2013 volumi elettronici o, al massimo, misti (testo e cd). Banditi i libri con la sola edizione cartacea. Per dare impulso all’editoria digitale scolastica sono stati investiti 4,5 milioni di euro: serviranno a realizzare 20 prototipi multimediali.
A diminuire non dovrebbe essere solo il peso degli zaini degli alunni, ma anche la spesa per i genitori. Il risparmio, secondo le stime del ministero dell’Istruzione, sarà tra i 100 e i 110 euro l’anno a famiglia. Soldi che, sempre secondo il Miur, “consentiranno di ammortizzare l’acquisto di un e-book reader che sarà utilizzato dagli studenti per l’intero ciclo scolastico”.
Fornire un computer portatile a tutti gli alunni è un altro passo verso la digitalizzazione della scuola. Il progetto “Compagno di classe” del “Piano e-gov 2012” prevede di “dotare gli studenti della scuola primaria di un pc”. Per adesso è stata completata solo la fase di confronto con potenziali partner (Intel, Telecom Italia, Microsoft) dell’iniziativa.

Servizi online. Nella scuola del futuro (prossimo) cambieranno non solo i libri, ma anche i rapporti con le famiglie. Circa 3mila istituti hanno aderito al progetto “Scuola mia” e sono pronti a introdurre i servizi online. Per prenotare un colloquio con un insegnante, richiedere un certificato o comunicare con le segreterie basterà collegarsi a internet. Largo anche al registro elettronico e alla pagella digitale. E per segnalare le assenze dei figli, ai genitori arriveranno degli sms sul telefonino.

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