Caso escort, i pm di Bari indagano su 15 appalti

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Associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta: questa l'ipotesi di reato sulla quale starebbe lavorando la procura in un nuovo filone dell'inchiesta legata al giro di ragazze reclutate da Tarantini e invitate nelle residenze di Berlusconi

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Un nuovo filone d'inchiesta, per associazione a delinquere per turbativa d'asta, è stato aperto dalla procura di Bari che indaga sulle ragazze e sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze del premier.

Si indaga su 15 appalti - Gli inquirenti indagano sul tentativo, poi fallito, dell'imprenditore pugliese di mettere le mani su appalti importanti, utilizzando proprio le escort per arrivare - secondo l'ipotesi accusatoria - a chi era in grado di turbare le gare di appalto.
Le indagini si concentrerebbero su diversi incontri tra Tarantini e imprenditori come
Enrico Intini e Cosimo Catalano e tra questi ultimi e Lea Casentino all'epoca direttore generale della ASL di Bari. Sotto l'attenzione degli inquirenti, anche le mire di Gianpaolo Tarantini nei confronti dei vertici di Finmeccanica. Sarebbero almeno una quindicina gli appalti ai quali ambiva Tarantini.

Inchiesta di Napoli, i pm aspettano definizione di competenza - Intanto, sull'altro fronte di indagini, quello di Napoli sull'estorsione ai danni del premier, i magistrati hanno reso noto  di aspettare che si definisca la questione della competenza prima di prendere iniziative circa l'interrogatorio di Berlusconi in qualità di teste nell'ambito dell'inchiesta sul presunto ricatto ai suoi danni.
A spiegarlo, nel giorno in cui Berlusconi si è recato al processo Mills a Milano, è stato il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore dopo che l'invito a comparire della Procura è scaduto alle 20 del 18 settembre.
Il procuratore ha tra l'altro sottolineato che non si può parlare di "ultimatum" al premier, precisando che la richiesta alla Camera per l'accompagnamento coatto costituirebbe soltanto una "extrema ratio".

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