Scaduto l'ultimatum dei pm per l'audizione di Berlusconi

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Domenica era l'ultimo giorno utile tra quelli indicati dalla procura di Napoli per ascoltare il premier nell'inchiesta sul ricatto ai suoi danni da parte di Tarantini. Nuove intercettazioni: presunte pressioni su Finmeccanica. FOTO E VIDEO

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E' scaduto "l'ultimatum". Domenica 18 settembre è stato l'ultimo giorno utile tra quelli indicati dalla procura di Napoli per ascoltare Silvio Berlusconi come testimone nell'inchiesta sul ricatto che avrebbero realizzato ai suoi danni Gianpaolo Tarantini e Valter Lavitola . I magistrati avevano infatti offerto al presidente del Consiglio la possibilità di scegliere la data dell'incontro predisponendo un calendario di quattro giorni, da giovedì 15 settembre a domenica 18, dalle 8 alle 20. Ma Berlusconi, nei giorni scorsi ha fatto capire a chiare lettere che l'interrogatorio non si svolgerà almeno nelle forme previste dai magistrati partenopei.

Presunte pressioni su Finmeccanica - Intanto, nell’ambito dell’inchiesta, emergerebbero pressioni su Finmeccanica per aprire le porte a Tarantini, in cerca di nuovi affari. I particolari sarebbero riportati in un’informativa redatta dagli investigatori della Guardia di finanza e allegata all'atto di chiusura delle indagini firmato dalla Procura di Bari.
Il documento, colmo di intercettazioni, è stato in molta parte riportato s ui quotidiani in edicola domenica 18 settembre.

Nuovi dettagli dalle carte dell'inchiesta



Il Corriere , ad esempio, punta i riflettori sulla presunta stretta al colosso italiano Finmeccanica. Ma non solo. Riporta anche una conversazione tra il premier e la showgirl Belen. Oggetto: le raccomandazioni per lavorare in tv.
Repubblica, invece, pubblica una conversazione tra Berlusconi e Tarantini del gennaio 2009. Stanno organizzando una spedizione in Sardegna. Tarantini dice: "Siamo io, Linda (Santaguida), Belen, la sorella, l'amica di Belen, Chiara quella ragazza di Modena che dice che lei conosce e una mia amica di Milano (...) vuole che mi metto d'accordo con Marinella?". Berlusconi risponde: "No, dovresti accordarti con la dottoressa Ronzulli". Tarantini sa di chi si parla: "Chi, Licia?". "Si, Lucia - risponde il Cavaliere - è qui a farmi da segretaria".

Licia Ronzulli nega - Immediata la replica dell'europarlamentare del Pdl Licia Ronzulli, che nega di essere la Licia di cui si parla in alcune telefonate intercettate. "Con riferimento ad alcune fonti giornalistiche dell'ultima ora riguardo a telefonate intercettate fra Tarantini e soggetti terzi (tale Letizia Filippi e Mary De Brito Ramos) in data 21 e 22 ottobre e probabilmente anche in altre date in cui si parla di tale Licia - ha sottolineato l'europarlamentare - intendo precisare che si tratta di un mero caso di omonimia, peraltro verificabile facilmente con una ricerca di archivio. Io non le ho mai conosciute".
"Diffido chiunque - ha aggiunto - dal mettere in relazione il mio nome con quelle telefonate. Diversamente adirò alle vie legale per tutelare la mia onorabilità e la mia persona".

I quotidiani in edicola riportano anche una dichiarazione su Sky rilasciata da Tarantini ai pm di Bari. In proposito Sky Italia e SkyTG24 hanno smentito con una nota di aver mai offerto soldi a Tarantini in cambio delle sue rivelazioni.

Una notte con Belen -
Emergerebbe, inoltre, anche il contenuto di una conversazione, già agli atti dell'inchiesta di Bari, tra Silvio Berlusconi e Gianpaolo Tarantini avvenuta il 2 gennaio del 2009 nella quale si parlerebbe di Belen Rodriguez ( TUTTE LE FOTO ). La showgirl avrebbe infatti trascorso una notte con il presidente del Consiglio, una notte in cui, però, non successe nulla.

La bufera politica - A quanto si apprende, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha affrontato chiuso ad Arcore con i suoi avvocati l'ennesimo week end di passione alla vigilia di una settimana carica di tensioni. A tenere banco sono gli stralci di intercettazioni delle sue conversazioni con Gianpaolo Tarantini (arrestato con l'accusa di estorsione ai danni proprio del premier). La pubblicazione delle nuove conversazioni sul caso "non scuotono il governo più di quelle di prima", afferma il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni. Intanto, però, in questa domenica di fine estate sono tanti i rappresentanti politici che intervengono per dire la propria. Dal Senatur Umberto Bossi, che rilancia la secessione , al fedelissimo Alfano che difende il presidente del Consiglio , passando dal leader dell’Idv Di Pietro che dichiara: “ Non possiamo arrivare così al 2013 ”.

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