Berlusconi: no ai pm di Napoli, sì ai giudici di Milano

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Il premier si presenterà nel capoluogo lombardo dove è imputato nel processo Mills. Non comparirà davanti ai magistrati campani che vogliono sentirlo come persona offesa nell'inchiesta su un presunto ricatto. “E' un trappolone”, dice il Cavaliere

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Cambio di programma per il presidente del Consiglio. Al contrario di quanto annunciato in precedenza, lunedì 19 Silvio Berlusconi si presenterà a Milano, dove è imputato nel processo Mills per corruzione in atti giudiziari. Ad annunciarlo è uno dei suoi avvocati, Piero Longo.

Nessuna svolta, invece, a Napoli. La procura del capoluogo campano ha respinto la seconda istanza con cui gli avvocati di Silvio Berlusconi chiedevano che il presidente del Consiglio venisse ascoltato in presenza di un legale, in quanto indagato in un procedimento collegato, dai pm che indagano su una presunta estorsione ai suoi danni.
Lo ha riferito il procuratore capo di Napoli Giovandomenico Lepore. I pm hanno respinto la nuova istanza, dopo averne già rigettata un'altra sullo stesso tema, presentata sepre dai legali di Berlusconi, ribadendo che il premier è stato convocato come testimone in quanto parte lesa.
Poco gli avvocati del premier, Piero Longo e Niccolò Ghedini, avevano spiegato che Berlusconi non si sarebbe presentato davanti ai pm di Napoli: "Non ci sono le condizioni, rimangono opinioni divergenti tra la procura e la difesa".
I magistrati partenopei restano in attesa che il capo del governo fissi una data tra quelle segnalate dalla procura fino a domenica 18 settembre.
Lepore ha aggiunto che l'accompagnamento coattivo di Berlusconi - previsto dal codice di procedura penale per i testimoni - rappresenta una extrema ratio.

L'altra inchiesta, di Bari - La presa di posizione dei legali del premier arriva il giorno dopo la chiusura di un'altra indagine parallela, portata avanti dalla procura di Bari, sul giro di ragazze che sarebbero state reclutate da Gianpaolo Tarantini per le feste private del premier.
Indagine che vede indagate otto persone, tra cui Sabina Began, la cosiddetta Ape Regina (guarda le foto: 1 - 2) e che ha portato alla diffusione di numerosi stralci di intercettazioni (leggile).

Berlusconi scrive al Foglio: "Non mollo" - Nella serata di venerdì 16 sul sito internet del Foglio è comparsa una lettera scritta da Silvio Berlusconi al direttore del giornale, Giuliano Ferrara: "Non mollo - si legge nel testo - non ho fatto mai nulla di cui io debba vergognarmi". A proposito dell'inchiesta di Napoli il premier scrive: "Non ho affatto intenzione di respingere una richiesta di testimonianza, che è mio interesse rendere, tanto che ho già inviato una dichiarazione scritta ma che ha, così come congegnata, l’aria di un trappolone politico-mediatico-giudiziario".

Inchiesta escort, si dimette Metrangolo (Finmeccanica) - Salvatore Metrangolo, consigliere di amministrazione della Seicos e presidente della Sistemi di software integrati (Ssi) del gruppo Finmeccanica ha annunciato di essersi dimesso dopo essere rimasto coinvolto nell'indagine di Bari. In una nota, Metrangolo spiega che la decisione è stata presa "al fine di evitare che le recenti notizie di stampa possano generare qualsiasi strumentalizzazione a danno delle società medesime e della Finmeccanica". Secondo le accuse dei magistrati Gianpaolo Tarantini avrebbe fatto prostituire alcune ragazze col dirigente e con un'altra persona non identificata per ottenere informazioni riservate dall'interno del Gruppo Finmeccanica e per entrare in contatto con i vertici aziendali.

Il Pdl al Csm: "Massima vigilanza" - E intanto, in una nota congiunta, i capigruppo del Pdl di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri chiedono "al presidente e al vicepresidente del Csm di esercitare la massima vigilanza" in merito alle due inchieste che vedono coinvolto Berlusconi. Cicchitto e Gasparri, in particolare, sottolineano "l'aberrante tentativo in atto di capovolgere la realtà, nobilitando i comportamenti illeciti come fossero la normalità e anzi un motivo di onore, e additando al pubblico ludibrio coloro che rispettano la legge".

Vietti: "Il Csm vigila" - Alla nota degli esponenti del Pdl ha risposto Michele Vietti, vicepresidente del Csm: "Il Consiglio superiore della magistratura - ha assicurato - è stato ed è vigile nell'esercizio delle proprie attribuzioni, ovviamente nel rispetto delle norme che regolano i procedimenti giurisdizionali". A proposito dell'utilizzo delle intercettazioni Vietti ha aggiunto: "In occasione del plenum del 7 settembre scorso ho avuto modo di fare un esplicito richiamo al dovere di segretezza e di discrezione".

Il vicepresidente di Panama: "Lavitola è qui" - Intanto il vicepresidente di Panama, Juan Carlos Varela, ha confermato che Valter Lavitola, indagato nell'inchiesta di Napoli, si trova in Panama. A rivelarlo è il quotidiano La Estrella.
Secondo il giornale, Varela, che ha lasciato la settimana scorsa l'incarico di ministro degli esteri come conseguenza di una crisi per la rottura dell'alleanza che governa il Paese, ha anche affermato: "I rapporti diretti tra questo signore e il presidente della Repubblica, Ricardo Martinelli, visto che sono molto vicini, dovrà spiegarli lui".

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