Il memoriale di Berlusconi: “Da Tarantini lettere accorate”

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Il testo inviato alla Procura che indaga sul presunto ricatto ai suoi danni: "Ho solo aiutato una famiglia in difficoltà". I pm: sarà ascoltato solo come testimone. L'avvocato dell'imprenditore: "Spero non ci sia correlazione con la sua scarcerazione"

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“Ho conosciuto il signor Tarantini e sua moglie alcuni anni orsono. Mi è stato presentato come imprenditore di successo e da più parti ho avuto di lui positive indicazioni. Conosco Lavitola da parecchi anni e in particolare per la sua attività di giornalista e di direttore di giornale".
Comincia così il memoriale che Silvio Berlusconi, con la data del 12 settembre scorso, ha consegnato alla procura di Napoli che indaga sul presunto ricatto al premier e depositato agli atti del Tribunale del Riesame.
Il presidente del Consiglio è considerato persona offesa nell'indagine della procura partenopea che vede indagati Gianpaolo Tarantini e la moglie, insieme a Valter Lavitola, accusati di aver estorto a Berlusconi circa 750mila euro per aiutarlo a mettere a tacere la vicende delle prostitute che avrebbero frequentato le case del premier. Il memoriale del premier è stato diffuso dalle agenzie di stampa nello stesso giorno in cui il gip di Milano ha imposto ai pm di chiedere il rinvio a giudizio per Berlusconi per il caso Unipol e poche ore dopo l’avviso di conclusione indagine ricevuto da otto persone, tra cui Sabina Began, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sulle escort che l'imprenditore Gianpaolo Tarantini ha portato nelle residenza del premier Berlusconi tra il 2008 e il 2009.

Le lettere accorate di Tarantini - "Dopo il suo arresto - aggiunge Berlusconi - Tarantini e la moglie mi scrissero accorate lettere inviatemi presso la segreteria di Roma. Tarantini protestava la propria estraneità alle accuse che gli venivano mosse, si scusava per il disagio che mi aveva procurato, si lamentava per il trattamento mediatico e giudiziario che gli veniva riservato. Sia lui sia la moglie mi fecero sapere che erano in gravissime difficoltà economiche chiedendomi anche aiuto per finanziare la loro azienda e per evitare il fallimento. Lo stesso Lavitola mi segnalò una situazione di disperazione di una famiglia che era passata dalla vita agiata a grandi ristrettezze, che avevano coinvolto anche il fratello, con la sua famiglia, la madre e altri familiari. Mi si rappresentò quindi una situazione personale e familiare difficilissima, con anche il rischio che Tarantini mettesse in atto episodi di autolesionismo. La situazione era altresì aggravata dalla presenza di due figlie ancora piccole. Insistettero anche tramite Lavitola per un aiuto economico".

Berlusconi: “Segnalai un avvocato a Tarantini” - "Conversando casualmente con Lavitola questi disse di conoscere Tarantini. Mi risulta che in quel periodo, che collocherei nell'estate 2010, sia nato un buon rapporto di amicizia fra loro. Nello stesso periodo Tarantini mi scrisse che non era soddisfatto dell'operato del suo difensore avvocato D'Ascola. Gli segnalai mi pare attraverso Lavitola alcuni nomi tra cui quello dell'avv. Perroni che a seguito di una mia telefonata si dichiarò disponibile a difenderlo” prosegue il premier.

Per i pm Berlusconi deve essere sentito solo come teste - Intanto, i magistrati di Napoli hanno rigettato il punto nell'istanza presentata dai legali del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, in cui il premier chiede di essere ascoltato accompagnato da un avvocato come indagato in un procedimento connesso. Lo riferiscono fonti giudiziarie, aggiungendo che per i pm partenopei Berlusconi deve essere invece ascoltato come persona informata dei fatti e quindi in assenza di legali.
Per l’audizione, i pm di Napoli hanno chiesto al premier di scegliere una data tra il15 settembre e il 18 settembre, dopo l’incontro previsto per il 13 settembre e saltato in seguito al viaggio di Bruxelles.

L'avvocato di Tarantini: "Spero non ci sia una correlazione tra la scarcerazione e l'audizione" - E proprio a proposito dell'audizione del premier, è intervenuto anche l'avvocato di Giampaolo Tarantini: "Spero - ha detto ai microfoni di SkyTG24 Ivan Filippelli - che non ci sia una correlazione tra la scarcerazione del Tarantini e l'audizione del premier. Ci dicono che hanno bisogno di un ulteriore attività istrittuoria e aspettiamo che ci venga comunicata" (GUARDA IL VIDEO).

Il Pdl chiede ispettori - Il Pdl torna a chiedere per la terza volta che il ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma mandi gli ispettori alla Procura di Napoli. In una nuova interrogazione, firmata da 10 deputati del Pdl tra cui Luigi Vitali e Francesco Paolo Sisto, si chiede che a Berlusconi venga riconosciuto il diritto alla difesa nell'inchiesta 'Lavitola-Tarantini'.

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