Ustica, il governo non ci sta: “Impugneremo la sentenza”

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Il sottosegretario Giovanardi annuncia che l’esecutivo farà ricorso contro il Tribunale civile di Palermo che ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire le vittime dei familiari

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Il governo non ci sta a pagare per la strage di Ustica ed annuncia ricorso contro la sentenza che condanna i ministeri della Difesa e dei Trasporti a versare 100 milioni di euro ai familiari delle vittime. Una sentenza definita "inaccettabile" dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa e dal sottosegretario Carlo Giovanardi. Critiche all'esecutivo dall'associazione dei familiari e dall'opposizione.

Giovanardi: “Il problema vero è la Libia” -
Giovanardi ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Chigi, insieme al sottosegretario ai Trasporti, Aurelio Misiti, per annunciare che il "il governo impugnerà una sentenza ideologica firmata da un giudice monocratico che butta a mare 31 anni di processi e perizie, ribaltando decisioni prese da una ventina di magistrati". La verità, per Giovanardi - che paragona la vicenda al caso Tortora - è "che non c'era alcun altro aereo in volo quella sera vicino al Dc9 precipitato. Lo dimostra la documentazione fornitaci dalla Nato. Le conclusioni di una commissione di 11 periti internazionali nel 1994 parlarono di un'esplosione a bordo; le altre ipotesi, dal missile alla collisione, sono fantapolitica. Il governo ha fatto chiarezza in Parlamento e nessuno ha portato elementi solidi per contrastare quello che abbiamo detto". Il sottosegretario invita quindi a seguire la pista libica. "Il problema vero - spiega - è la Libia che non ha mai risposto alle rogatorie e ha fatto esplodere due aerei in volo in passato; ma mentre francesi e inglesi hanno fatto un'azione durissima sul regime libico, in Italia sono corsi tutti dietro all'ipotesi di un aereo francese o americano ed hanno lasciato stare Gheddafi".

La Russa: “Una sentenza inaccettabile” - Al contrattacco anche il mondo militare. L'Aeronautica chiede "rispetto" per i suoi generali coinvolti ed assolti nella vicenda. E raccoglie la solidarietà di La Russa "per il tentativo di riaccendere dubbi e riaprire un caso oramai chiuso, dopo un procedimento durato oltre 30 anni e conclusosi in Cassazione con assoluzione definitiva e formula piena per la non sussistenza del fatto di tutti i militari". Il ministro concorda quindi con i Giovanardi e Misiti, "cui rivolgo un sentito ringraziamento per le parole di verità pronunciate con le quali hanno ritenuto 'inaccettabile' questa sentenza in sede civile e con la loro valutazione sull'inevitabilità di un ricorso in Corte d'Appello per far riaffermare in sede civile quanto già sancito dalla giustizia penale".

Polemiche - La presa di posizione del governo non è piaciuta a Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime. "C'è - ricorda - una sentenza istruttoria del giudice Priore che risale al 1999 e in base a quella il giudice di Palermo ha detto che i cittadini non sono stati difesi dallo Stato. Anche Giovanardi, invece di disquisire sul giudice monocratico, ne prenda atto". Secondo Bonfietti, poi, è "una bugia sostenere che solo la Libia non ha risposto alle rogatorie. Alle ultime non hanno risposto Francia, Usa, Belgio e Germania e - aggiunge - quando ne abbiamo chiesto conto al governo questo non ci ha neppure risposto". Critico anche Walter Veltroni. "E' molto grave - sostiene l'esponente del Pd - che dopo la sentenza Giovanardi continui nella sua personale, ostinata crociata contro la verità sulla strage di Ustica. E' acquisita da anni - rileva - la certezza che la notte del 27 giugno 1980, nel cielo sopra Ustica, si svolse una azione di guerra tra diversi aerei militari, che portò all'abbattimento del velivolo Itavia e alla morte degli ottantuno passeggeri". Per Leoluca Orlando (Idv) "Giovanardi conferma la complicità politica ed etica del governo nei confronti degli assassini di Ustica".

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