Frosinone, esplode una fabbrica di fuochi d’artificio

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Nell’incidente, avvenuto ad Arpino, sono morte sei persone. Tra queste anche i titolari della ditta. Il ministro Sacconi: “Individuare le cause”. Inail: in 4 anni oltre 350 infortuni sul lavoro nel settore pirotecnico

Una serie continua di esplosioni. Le fiamme e il fumo che salgono fin quasi agli elicotteri dei vigili del fuoco che tentano di domare l’incendio. Sono almeno sei le persone morte in seguito all’incidente avvenuto all’interno di una fabbrica di fuochi pirotecnici ad Arpino, in provincia di Frosinone . Claudio, Giuseppe e Giovanni Cancelli, rispettivamente padre e due figli titolari della ditta sono morti insieme a Giulio Campoli, titolare di un'altra azienda pirotecnica nel vicino comune di Veroli ed Enrico Battista, operaio come la sesta vittima, Francesco Lorini. La ditta Cancelli stava lavorando alla preparazione dei fuochi che avrebbero dovuto allietare le feste patronali dei dintorni: la celebrazione dell'estate che finisce. La ditta non è nuova a incidenti di questo tipo. Un altro, drammaticamente simile, era avvenuto nel 1994 in località Ridotti, nel comune di Balsorano, in provincia de L'Aquila. Cinque morti in quel caso e un operaio sopravvissuto ma rimasto sfigurato.

Sacconi: "Chiarire le cause" - Il governo partecipa all'intenso dolore dei familiari e dei colleghi dei lavoratori deceduti e feriti nel terribile infortunio di Arpino. Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi . "I servizi ispettivi del Ministero del Lavoro - sottolinea - sono stati già attivati affinché collaborino con i Vigili del Fuoco, con il Servizio sanitario regionale e con gli inquirenti al fine di una tempestiva individuazione delle cause e delle eventuali responsabilità”. Cordoglio è stato espresso anche dalla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Il presidente del Senato Renato Schifani ha sottolineato
"la drammatica e sconcertante frequenza con cui si ripetono simili episodi desta sdegno in tutti noi".

I dati Inail sugli infortuni sul lavoro - L’incidente è solo l’ultimo di una serie. Le fabbriche di fuochi d'artificio sono infatti tra i posti di lavoro più pericolosi. Spesso a conduzione familiare e non sempre in regola con tutte le misure di sicurezza, sono teatro di centinaia di incidenti, anche mortali. I dati Inail sugli infortuni sul lavoro fotografano una realtà allarmante: in 4 anni si contano 350 incidenti nel settore pirotecnico, con 24 morti, una media di sei morti l'anno. Ad essere colpito è soprattutto il Mezzogiorno, dove si è verificato il 60% degli infortuni e l'80% delle morti. Si tratta, denuncia l'Inail, di un settore caratterizzato da una struttura molto precaria e frammentata, con una media di meno di 2 addetti per azienda, e da un tipo di lavorazione a carattere prevalentemente artigianale e manuale. Il che rende estremamente pericoloso per gli operai manipolare quelle che spesso sono vere e proprie bombe pronte a esplodere.

Gli ultimi incidenti - Quest'anno si contano già diversi incidenti: a gennaio un'esplosione in una fabbrica nel catanese ha causato due morti, il mese dopo un morto a Ceppaloni, figlio di un vecchio artigiano dei fuochi a sua volta morto in un incidente. Prima di quello di Arpino, l'incidente più grave negli ultimi anni è quello del luglio 2004, con le cinque vittime dell'esplosione di una fabbrica di fuochi d'artificio a Giugliano (Napoli). Ma gli incidenti più drammatici si registrano nel lontano Oriente, la patria dei fuochi: nel 2008 un'enorme esplosione in una fabbrica in India causa 27 morti e un centinaio di feriti, e un incidente analogo lo scorso anno in Cina ha causato 19 morti e 50 feriti.

Le parole dei testimoni

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