Lunedì primo giorno di scuola per 66mila neoassunti

Da lunedì primo giorno di scuola per oltre 66mila nuovi assunti - Foto: Getty
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Dal 12 settembre 30mila nuovi insegnanti di ruolo e 36mila lavoratori tra il personale non docente prenderanno servizio. La Gelmini risponde ai precari: per il futuro il 50% dei posti sarà riservato alle graduatorie, il resto alle nuove abilitazioni

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Lunedì la campanella suonerà per quasi 8 milioni di alunni. Ma se per la maggior parte di loro il ritorno sui banchi non sarà un momento di "festa" (le vacanze estive saranno infatti definitivamente finite), per chi sta dall'altra parte della barricata, insegnanti e personale amministrativo, sarà invece un primo giorno di scuola da ricordare: per 66 mila di loro, dopo una lunga attesa da precari, è arrivata l'assunzione. Circa 30 mila i posti riservati ai docenti, 36 mila quelli destinati al personale Ata. E mentre queste immissioni in ruolo si concretizzano, dalle colonne dell'Avvenire, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, risponde all'appello pubblico sul web - sottoscritto da rettori, politici, professori e giornalisti - che denuncia la scarsa attenzione da parte del Governo verso l'assunzione di prof giovani. "Non è corretto dire" questo, osserva Gelmini. Tanto più che per il futuro "sui posti disponibili abbiamo riservato il 50% ai precari delle graduatorie a esaurimento e l'altro 50% alle nuove abilitazioni".

Ma non tutti sono convinti e si annunciano proteste: da parte dei sindacati contro i tagli della manovra e per la difesa del lavoro, e da parte degli studenti che protestano per la mancanza dei diritti. Intanto da lunedì i nuovi assunti saranno circa 66 mila. Secondo dati ministeriali, il 48,83% è stato destinato a scuole del nord, il 22,16% prenderà servizio al centro, il 29.01% al sud. La carica dei nuovi docenti andrà a occupare soprattutto le cattedre della Lombardia (16,8% delle assunzioni), del Lazio (10,6%) e dell'Emilia Romagna (9,7%). Anche per quanto riguarda il personale Ata la maggior parte di assunzioni avverrà in Lombardia (20,6%), seguono, con distacco, il Lazio (9,4%) e il Piemonte (9,2%). In occasione della conferenza stampa per l'avvio del nuovo anno scolastico, Gelmini ha assicurato che dal prossimo anno accademico partiranno i nuovi percorsi per chi vuol diventare insegnante e conseguire un'abilitazione.

Ogni anno, calcola il ministro, andranno in pensione circa 25 mila insegnanti, la metà sarà sostituita da insegnanti abilitati già inseriti nelle attuali graduatorie a esaurimento, mentre "ogni anno saranno messi a concorso per i giovani abilitati, attraverso una nuova disciplina per il reclutamento, mediamente 12.500 posti". Tenendo poi conto "delle esigenze delle scuole paritarie, la quota a disposizione per i nuovi percorsi di formazione sale a 18.389". Gli insegnanti già abilitati inseriti nelle graduatorie, ha ricordato Gelmini, sono oltre 200 mila, mentre altri 20 mila sono abilitati ma non inseriti nelle graduatorie: "ampliare ulteriormente il numero avrebbe significato creare in prospettiva nuovo precariato". Nel frattempo quest'estate sindacati e governo sono riusciti a trovare un accordo sui precari, valido anche per i prossimi due anni scolastici. Il contratto è stato sottoscritto all'Aran a inizio agosto da Cisl, Uil, Snals, Gilda. Non dalla Cgil. Con questo contratto, sia nel 2012-13 sia nel 2013-14 è prevista l'assunzione di 22 mila docenti e 7 mila Ata. Tra i nuovi docenti in cattedra da lunedì anche Vincenza D'Amico, di Caltanissetta, assunta ora a 63 anni, dopo 37 di precariato.


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