Indignati e Popolo Viola accampati a Roma contro la manovra

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“Guardate come ci avete ridotto”: questo il messaggio che i manifestanti, che si sono ritrovati i in piazza San Giovanni a Roma, hanno voluto lanciare al governo. “Le tende – spiegano – sono il simbolo del precariato di oggi”. IL VIDEO

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Hanno montato delle tende da campeggio e si sono accampati sul prato di piazza San Giovanni a Roma per dire a tutti, ma soprattutto al governo: "Guardate come ci avete ridotto!". A manifestare sabato 10 settembre per le strade della capitale sono state alcune centinaia di persone chiamate all'appello da 'Indignati' e Popolo Viola. Si sono dati appuntamento nel primo pomeriggio in piazza della Repubblica e poi sono partiti in corteo, dietro lo striscione 'Non siamo merce di politici e banchieri', per dire no alla manovra del governo Berlusconi. Una protesta che loro stessi definiscono l"ultima chance' per opporsi a scelte e provvedimenti che "non aiutano ad uscire dalla crisi" e non risolvono gravi problemi del Paese: "dalla casta ai costi della politica, dall'evasione fiscale alla corruzione".

Al grido di "Facciamo piazza pulita" gli 'indignados italiani' hanno occupato gli spazi davanti piazza San Giovanni: "L'accampata - ha spiegato Chiara del movimento 'Indignati di Roma' all’agenzia di stampa Ansa - è un modo per dire che viviamo una situazione tremenda dal punto di vista del precariato. Che non è solo dal punto di vista economico ma anche esistenziale. Scendere in piazza con le tende significa dire no agli affitti cari, al lavoro che non c'è e a quello che quando c'è è all'insegna dello sfruttamento. Le tende sono il simbolo del precariato di oggi".

Tra i cartelli portati in piazza dai manifestanti 'Non violenti, apartitici e indignati. Lasciateci sognare non vogliamo più dormire', 'Facciamo piazza pulita' con sotto disegnata una bomboletta spray che spruzza contro degli insetti con i volti di Berlusconi e Tremonti, e 'O noi o loro! Piazza pulita'; tra le file del corteo hanno sfilato anche mamme e papà con figli disabili portando lo striscione 'I soldi per i disabili 'veri' prendeteli dai vostri privilegi' e operai, lavoratori dello spettacolo e precari della scuola che hanno indossato magliette nere con su scritto "L'isola dei cassaintegrati. L'unico reality 'reale' di questo paese'.

Una volta 'accampati', è stato lo slogan 'No passerelle, parola alla gente' a dare il via all'assemblea pubblica: seduti in cerchio sul prato, senza palco e tra le tende verdi e blu montate davanti la basilica di San Giovanni in Laterano, 'Indignati', Viola e cittadini hanno discusso di crisi, precariato ma soprattutto del loro futuro che sperano sia "slegato dalle logiche di sfruttamento e precariato" e "non più in mano alla classe politica ormai indegna di rappresentare i cittadini".

Presenti anche alcuni 'Indignados' che dalla Spagna sono volati nella capitale per partecipare alla due giorni di mobilitazione: "Ci sono tante forme per uscire dalla crisi ma manca la volontà politica per farlo" ha detto l"ispanico' Mario di 26 anni. Maglietta rossa con maniche tirate su, pantaloncini grigi e sandali ai piedi, Mario, che ha vissuto quel che è successo nelle piazze spagnole in questi mesi, ha commentato anche la situazione in Italia: "In Spagna non è stata solo una questione dei giovani. A protestare sono stati in tanti, dai lavoratori agli studenti, dagli anziani a noi giovani. Forse qui in Italia la reazione non è stata tanto forte perché non c'è molta libertà di stampa e soprattutto dei media che seguono fenomeni di protesta come questi".

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