Lele Mora resta in carcere

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Il tribunale del riesame respinge la richiesta degli avvocati dell'agente dei vip, accusato del fallimento della sua società. Secondo i giudici sussiste il rischio di fuga all'estero e di inquinamento delle prove

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Lele Mora resta in carcere perché per lui "indipendentemente dal ruolo di Silvio Berlusconi, non mancano le possibilità di darsi alla fuga". Lo scrivono i giudici del tribunale del riesame di Milano che hanno bocciato la richiesta di scarcerazione dell'ex manager dei vip, arrestato per il fallimento della sua società, la LM Management, con l'accusa di bancarotta fraudolenta aggravata. Nel provvedimento con cui respingono l'istanza, i giudici sottolineano come Mora abbia "capacità, possibilità e mezzi" per fuggire, anche in relazione alla gravità dei fatti che gli vengono contestati.

Nel chiedere la sua scarcerazione, i suoi legali avevano definito "grottesca" la possibilità che Mora si facesse finanziare un'ipotetica fuga dal premier, ma per i giudici l'eventualità che l'ex agente dei vip se ne vada è indipendente dal ruolo di Berlusconi. In particolare, rimarcano i rapporti che Mora ha con la Svizzera, paesi in cui ha la residenza e dove conta su una fitta rete di relazioni. In territorio elvetico, inoltre, Mora ha diversi conti correnti, uno dei quali presso la Bsi di Lugano dove ha ricevuto i soldi a lui destinati da Fede e da Berlusconi.

Per i giudici esiste anche il pericolo dell'inquinamento probatorio da parte di Mora, con particolare riferimento alle indagini ancora in corso e agli accertamenti bancari che dovrebbero fare luce sulla vicenda del prestito ricevuto da Berlusconi e in parte "girato" da Mora a Emilio Fede. A questo proposito, i magistrati evidenziano "l'importante difformità  tra la versione di Mora e quella di Fede" e "la necessità di ulteriori approfondimenti dell'indagine". A dimostrare, poi, la "persistente rete di relazioni su cui l'indagato può contare", c'è anche una lettera inviata dal carcere il 19 luglio scorso a un tale Fabio S. A cui l'ex agente dei vip chiede di effettuare un pagamento di 3 o 5 mila euro a una persona fuori dal carcere. Infine, i giudici ritengono che non c'è certezza che Mora rispetti le prescrizioni connesse agli arresti domiciliari anche "alla luce della sua personalità". Per questo, il ricorso dei difensori è "infondato nel merito".

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