Fai-da-te e poco 2.0: le curiosità tra i libri di scuola

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Testi scritti e stampati dagli insegnanti, grammatiche per i nuovi italiani, ma anche l’assenza di Facebook e Twitter dai manuali. Con l'inizio dell'anno scolastico, ecco alcune tra le novità più sfiziose sui banchi. LO SPECIALE DI SKY.IT

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Stesso tema, stesso refrain: anche quest’anno, con l'inizio dell'anno scolastico, milioni di studenti sono costretti a combattere contro l’aumento dei prezzi dei testi. Ma, se il caro-libri è l’argomento più antipatico per le famiglie italiane che ricorre puntuale all’avvio delle lezioni, non tutte le notizie che riguardano volumi, sussidiari e antologie vengono per nuocere. Dalle grammatiche semplificate per i nuovi italiani, ai testi autoprodotti dagli insegnanti, fino alla scoperta dell’inesistenza dei social network sui libri di scuola, ecco alcune curiosità su manuali e vocabolari per l’anno 2011-2012.  

Il libro me lo stampo io – Proprio per evitare il costo troppo alto dei libri, a Brindisi l’istituto tecnico Majorana ha deciso di non far comprare ai propri studenti i manuali tradizionali, ma di dotare gli alunni solo di quelli davvero necessari autoprodotti dagli insegnanti. La scuola ha dato vita a una rete di 27 istituti tecnici in tutta Italia, i cui docenti scrivono e stampano i testi di tutte le materie, che sono poi scaricabili dalla rete "Book in progress". Così il risparmio garantito agli studenti è di circa 300 euro rispetto al tetto di spesa previsto dal Ministero, ciascun insegnante è meglio valorizzato e l’offerta formativa è personalizzata sulle classi.

Il nuovo Rocci – Novità anche sul fronte dei licei classici. Dopo 72 anni dalla storica edizione, arriva quest’anno nelle aule il nuovo dizionario di greco antico pubblicato dalla Società Editrice Dante Alighieri. Era il 1939 quando un monaco gesuita, padre Lorenzo Rocci, diede alle stampe la prima edizione dell’omonimo dizionario. Da allora, oltre due milioni di studenti si sono cimentati nelle versioni di greco aiutandosi con "Il Rocci" ma combattendo con l’italiano ostico e arcaico degli anni Trenta. Linguaggio che lo fece diventare un simbolo nell’immaginario collettivo per la difficoltà delle sue traduzioni. Oltre che oggetto negli ultimi anni di tantissime pagine su Facebook. Dopo dieci anni di lavoro, un team di storici, grecisti, lessicologi, un ingegnere informatico, due analisti sviluppatori e due grafici hanno messo a punto la nuova edizione, in commercio dall’anno scolastico 2011-2012. Scritta ovviamente con l’italiano dei nostri giorni.

Le grammatiche per i nuovi italiani – Sono il segno della scuola che cerca di stare al passo con i tempi. Tanti sono ancora i bambini e ragazzi stranieri che arrivano in Italia già grandicelli e che, senza conoscere la lingua, si iscrivono direttamente alle ultime classi delle elementari o alle medie. Le case editrici si sono allora adeguate. Molte pubblicano corsi semplificati di grammatica per gli studenti che hanno già superato lo stadio della prima alfabetizzazione ma che parlano poco o per nulla la nostra lingua. Insomma, per i nuovi italiani, figli di immigrati, che hanno più di 8 o 10 anni. Come "Passaparole", edito della Principato o "Nuovo insieme" de La Nuova Italia, un corso di grammatica per le scuole medie corredato da un piccolo volume per prepararsi al conseguimento del Patentino di cittadinanza italiana. Pensato sempre per favorire una maggior integrazione ma rivolto questa volta a chi è nato in Italia è il volumetto "Islam da vicino", pubblicato da D’Anna: un piccolo manuale entrato nelle scuole per far conoscere ai bambini delle elementari e delle medie la cultura e la religione islamica e per sbarrare la strada a stereotipi e luoghi comuni su chi è sempre più spesso nostro vicino di casa.

Social network, questi sconosciuti – Sul fronte dell’informatica, invece, non sempre i volumi adottati nelle classi sembrano essere davvero aggiornati nei contenuti. Curioso, dal momento che la scuola italiana sta per compiere un grosso passo avanti sul fronte dei supporti, dando l’addio ai vecchi libri di testo cartacei per virare su quelli esclusivamente digitali - la legge 133/2008 obbliga il collegio docenti ad adottare a partire dall’anno scolastico 2011-2012 manuali scaricabili da internet o in forma mista. Alle scuole medie, per esempio, dove gli studenti utilizzano già account Facebook o Twitter, l’argomento dei social network latita. Nei manuali più diffusi, come "Fare informatica" della Zanichelli  o "Informatica per progetti" di Atlas, si parla al massimo di blog o di come costruirsi un sito personale. Mentre alcuni libri di italiano, sempre per la scuola secondaria di primo grado, spiegano le regole della comunicazione semplificata, come quella tramite e-mail. Ma di web 2.0 quasi nulla. Non a caso alcuni insegnanti di informatica si stanno dando da fare per organizzare di propria iniziativa lezioni su questo. Almeno per spiegare ai ragazzini di 12 o 13 anni l’utilizzo più corretto e sicuro dei social media.

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