Cgil, Camusso: "La norma sui licenziamenti è una vergogna"

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Cortei in oltre cento piazze italiane per lo sciopero generale contro la manovra. Disagi nel settore trasporti: nelle grandi città adesioni oltre il 60%. Sacconi a SkyTG24: "L'art.8 non si tocca". I VIDEO E LE FOTO

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Roma, Milano, Napoli, Torino, Ancona, Cagliari, Palermo. In oltre cento piazze italiane (GUARDA LE FOTO) i lavoratori sono scesi in piazza per partecipare allo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra del governo da 45 miliardi "dai tratti profondamente iniqui" e contro la norma dell'articolo 8, quella sui cosiddetti "licenziamenti facili". Nel giorno in cui approda in aula al Senato il decreto, e mentre il governo è ancora al lavoro sulle misure, i lavoratori incrociano le braccia per otto ore. Fermi anche bus, metropolitane e treni.

Adesioni al 60% - La Cgil stima l'adesione allo sciopero intorno al 60% dei lavoratori. La percentuale "è molto alta" - commenta Cgil - "perché va letta in relazione all'impossibilità per molti lavoratori di scioperare per garantire i servizi pubblici essenziali".
Cifre ancora più alte nel comparto dei trasporti dove, secondo la Filt Cgil, i lavoratori che si sono fermati superano tale soglia. Il blocco dei trasporti riguarda bus, metro, tram e ferrovie che si sono fermati per otto ore secondo modalità stabilite localmente e nel rispetto delle fasce di garanzia. (QUI GLI ORARI). "A Roma ferme le due linee della metropolitana, le ferrovie concesse ed il 70% di autobus e tram urbani. Anche a Napoli ferma la metropolitana, la circumvesuviana ed il 60% dei bus. A Genova stop del 70% dei mezzi pubblici di superficie e alla metropolitana come a Torino. A Venezia non circolano il 60% dei vaporetti. A Palermo l'adesione nel trasporto pubblico locale è del 60%", spiega una nota del sindacato.

Camusso: l'Italia non merita questa manovra - La misura della manovra  - "depressiva, incivile e inutile" - più invisa alla Cgil è l'introduzione, all'articolo 8, della possibilità che attraverso contratti aziendali e territoriali, purché raggiunti a maggioranza dei sindacati più rappresentativi, si deroghi alle leggi e allo Statuto dei lavoratori che all'articolo 18 prevede il reintegro al lavoro dei licenziati senza giusta causa per le imprese con più di 15 dipendenti.
"Siamo pronti a ricorrere alla Corte Costituzionale per cancellare questa discriminazione, useremo tutte le strade per cancellare questa vergogna", ha annunciato dal palco nei pressi del Colosseo la leader Susanna Camusso a conclusione del corteo per le strade di Roma (GUARDA IL VIDEO). Al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che ha parlato di adesioni "basse" escludendo una cancellazione dell'articolo 8. Infine un monito in vista del varo della manovra atteso a breve: "Se il Parlamento la approverà com'è, noi non ci rassegneremo e continueremo giorno per giorno con le nostre iniziative. Saremo nelle piazze, con le Regioni e gli enti locali che avranno il coraggio di dire di no" perché "il Paese non merita questa manovra". Susanna Camusso ribadisce ai microfoni di SkyTG24, che il decreto che il governo si appresta ad approvare "è sbagliato, non prevede la crescita anzi deprimerà l'economia del Paese. E' una manovra irresponsabile che ha messo in agitazione tutta l'Europa nei confronti dell'Italia. E' ingiusta, perché fa pagare i soliti noti, il lavoro pubblico, i pensionati". (GUARDA IL VIDEO IN ALTO)

Sacconi: l'art. 8 non si tocca - Il Governo dunque non ha nessuna intenzione di stralciare l'articolo 8 dalla manovra all'esame del Senato. Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi ai microfoni di SkyTG24. (L'INTERVISTA)
"A Bersani che pretende addirittura la rinuncia all'articolo 8 - avverte Sacconi - rispondiamo che non se ne parla proprio nel nome, da un lato, della sua corrispondenza a una delle più esplicite richieste della Bce e, dall'altro, di un consenso che ha visto convergere la maggioranza e il Terzo polo oltre alla sua accettazione da parte della maggioranza degli attori sociali".

Bersani: giusto esserci - In piazza, affianco ai lavoratori della Cgil ci si sono anche esponenti dell'opposizione. Da Nichi Vendola a Paolo Ferrero, da Antonio Di Pietro a Oliviero Diliberto, dal verde Angelo Bonelli fino al segretario del Pd Pier Luigi Bersani. A rafforzare le ragioni politiche dell'appoggio alla mobilitazione del sindacato l'articolo 8 della manovra che consente ai contratti aziendali di derogare le leggi, comprese quelle sulla sicurezza del lavoro e sul licenziamento.
"E' giusto esserci, così come siamo stati accanto alla Cisl, alla Uil e agli enti locali". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commenta la sua partecipazione alla manifestazione. "Non c'è nessuno, neanche qui, che prende alla leggera quello che si deve fare", dice ancora il segretario del Pd rispondendo alle critiche sollevate nei confronti della manifestazione. (GUARDA IL VIDEO)
Nichi Vendola esclude l'ipotesi di un governo di transizione. "L'unica emergenza nazionale è liberarsi da questo governo. Altre formule escono dal cilindro degli illusionisti, di centro, di destra e di sinistra, e gli illusionisti hanno già fatto troppi danni a questo Paese". (GUARDA IL VIDEO)

Polemica con il Corriere. Le accuse di De Bortoli - Intanto, per effetto dello sciopero generale il Corriere della Sera non è in edicola. "Una pessima pagina" questo il commento del direttore del quotidiano di via Solferino. Non era mai accaduto prima, infatti, perché "i lavoratori poligrafici, con grande senso di responsabilità avevano garantito tutte le pubblicazioni". Questa volta - scrive in un lungo editoriale - "no. La decisione è stata presa direttamente da Susanna Camusso". Nell'impedire l'uscita del giornale, ribadisce il direttore ai microfoni di SkyTG24, "Susanna Camusso scrive una pessima pagina della sua gestione. Nega i diritti di altri lavoratori e, soprattutto, dei lettori". (GUARDA IL VIDEO).

La risposta di Susanna Camusso - Il Corsera, però, non è l'unico a non essere uscito martedì 6 settembre. Anche l'Unità, per lo sciopero dei poligrafici non è in edicola. "Sarà invece nelle piazze della Cgil con un numero speciale, chiuso in tipografia domenica sera". Questo l'annuncio che si legge sul sito del quotidiano che per metto, inoltre, di scaricare il pdf con la copia del giornale distribuito gratuitamente.
In serata arriva la replica del segretario della Cgil.  "Lo sciopero è un diritto dei lavoratori e non è mai un ricatto. Sono altri che ricattano questo Paese" dice la Camusso  "Sono pochi i giornali che oggi non sono usciti: lo prenderemo come monito affinché la prossima volta siano di più", ha detto la leader della Cgil che ha invece ringraziato l'Unità che "pur non essendo in edicola ci ha accolto con uno speciale che spiega le ragioni dello sciopero".

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