Estorsione, Lavitola cancellato dall’ordine dei giornalisti

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Il direttore dell’Avanti!, indagato insieme con l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini per il presunto ricatto al premier, è stato eliminato dall’elenco dei professionisti. Concessi i domiciliari alla moglie dell'imprenditore barese

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Il direttore del quotidiano Avanti! Valter Lavitola , coinvolto nel caso di estorsione al premier Silvio Berlusconi, è stato cancellato dall'elenco professionisti dell'ordine dei giornalisti del Lazio. Lo rende noto lo stesso ordine in una nota. "A norma dell'articolo 39 della legge n.69 del 1963 - si legge - il giornalista Valter Lavitola è stato cancellato dall'albo, elenco professionisti. Lavitola è stato raggiunto da un ordine di arresto da parte della magistratura e per questa ragione, visto appunto l'articolo 39, il Consiglio ha preso la decisione".

Valter Lavitola è indagato dalla Procura di Napoli insieme con Gianpaolo Tarantini e la moglie Angela Devenuto per estorsione ai danni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Alla moglie dell'imprenditore barese sono stati concessi i domiciliari. Angela Devenuto ha lasciato il carcere di Pozzuoli (Napoli), dove si trova anche il marito. Lavitola, invece, si trova all’estero.
Ieri, interrogato per sei ore insieme con la moglie, Tarantini ha ammesso di aver ricevuto soldi da Berlusconi, ma ha detto che gli erano stati dati spontaneamente. Secondo i pm i tre avrebbero estorto soldi al premier in cambio del silenzio sulla vicenda delle escort. Nelle intercettazioni che sono state rese note dalle agenzie di stampa tra il direttore dell’Avanti! e l’imprenditore barese, i due accusano anche il procuratore di Bari Antonio Laudati di aver rallentato la chiusura dell'inchiesta sulle escort per evitare la pubblicazione di intercettazioni mediaticamente compromettenti per il premier. Quest’ultimo, in una lettera inviata sabato 3 settembre ai quotidiani, respinge però le accuse e chiede un’ispezione ministeriale ottenendo l'assenso del ministro della giustizia che valuterà le carte. "Se emergeranno ombre sul mio operato chiederò al Csm di essere destinato ad un altro incarico" assicura. Il Consiglio superiore della magistratura inizierà a discutere il caso Bari lunedì 5 settembre.

Il presidente dell'Odg del Lazio a SkyTG24 spiega la decisione presa su Lavitola

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