Angelo Vassallo, un anno dopo sull’omicidio è ancora buio

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Il 5 settembre del 2010 il sindaco di Pollica veniva ucciso a colpi di pistola. Tante le piste seguite dagli inquirenti: dal business dell’edilizia al traffico di droga. Ma per ora il killer non ha un nome. Il fratello della vittima: “E’ un boccone amaro"

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“E’ passato un anno ma ancora non abbiamo il nome di chi ha causato la tragedia. Non solo per noi, ma per tutta l’Italia. E’ difficile da mandare giù questo rospo. E’ un boccone amaro, ma abbiamo fiducia nella magistratura. Credo che la soluzione sia molto più complessa di quanto sembri”. A parlare è il fratello di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre del 2010 a colpi di pistola mentre faceva ritorno a casa, poco dopo le dieci di sera. Ad un anno dall’omicidio, infatti, ancora non ci sono i nomi di chi ha armato e ha premuto il grilletto della calibro 9 che ha stroncato la vita del "sindaco pescatore", così era stato soprannominato per il suo essere sempre in prima linea nel Cilento per la difesa del territorio e la crescita di una cultura ambientalista.

Sono tante le piste battute in questi dodici mesi dalla Procura di Salerno, diretta da Franco Roberti. Dal business dell'edilizia, un affare divenuto d'oro in un territorio come quello di Pollica, da anni al vertice delle graduatorie delle località di mare più belle d'Italia, al traffico di droga, altro affare "in crescita" e i cui pericoli erano stati stigmatizzati proprio da Vassallo, che aveva deciso di combatterli rischiando anche in prima persona. Nessuna pista, però, al momento ha dato dei risultati. La fondazione "Angelo Vassallo", di cui il fratello Dario è presidente, ha organizzato per i prossimi tre giorni, dal 3 al 6 settembre, una serie di iniziative per ricordare la figura del sindaco.

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