Sarah, i legali di Sabrina: inchiesta condizionata dai media

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Il gup di Taranto ha accolto la richiesta degli avvocati della ragazza accusata dell’omicidio della 15enne di Avetrana di spostare il processo. Ora deciderà la Cassazione. E la folla, fuori dal Tribunale, insulta Michele Misseri: IL VIDEO

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L’inchiesta è condizionata dai media. Per questo deve essere spostata. E’ la richiesta avanzata dai legali di Sabrina Misseri, la ragazza accusata di aver ucciso la cugina Sarah Scazzi. Richiesta accolta dal gup del Tribunale di Taranto Pompeo Carriere e sulla quale è chiamata ora ad esprimersi la Cassazione. Il processo per l’omicidio della 15enne di Avetrana rapita, uccisa e gettata in un pozzo nell’agosto dello scorso anno, ha preso il via oggi, lunedì 29 agosto. Tredici le persone sul banco degli imputati. L’udienza è stata subito sospesa e rinviata al 10 ottobre. In aula la famiglia Scazzi si è costituita parte civile attraverso i suoi legali (gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile) depositando una richiesta di risarcimento danni di 33 milioni di euro.

I legali di Sabrina: c'è un clima che pregiudica la serenità del processo - "L'abnorme interesse mediatico" sviluppatosi attorno alla vicenda di Sarah Scazzi "non può essere considerato esclusivamente fenomeno di rilevanza sociologica o di costume" ma ha contribuito a generare "anche un pesantissimo condizionamento ed inquinamento dell'attività inquirente e giurisdizionale". Lo scrivono i difensori di Sabrina Misseri, gli avvocati Franco Coppi e Nicola Marseglia, nella richiesta di rimessione per incompatibilità ambientale, con sospensione del processo in corso. L'interesse mediatico è stato "ulteriormente alimentato dalle manifestazioni ed espressioni dell'opinione pubblica locale". Tutto questo "ha contribuito a generare non solo un clima di aperta intolleranza nei confronti di Sabrina Misseri e di Cosima Serrano, che ovviamente pregiudica la serenità del processo". Inoltre, il "pesantissimo condizionamento ed inquinamento dell'attività inquirente e giurisdizionale" è da riferirsi ormai "al Tribunale di Taranto in ognuna delle sue componenti", ed è "talmente grave e radicato da non poter essere rimosso se non attraverso la rimessione del processo ad altra sede giudiziaria".

Insulti a Michele Misseri - Prova del clima di ostilità che circonda la famiglia Misseri, gli insulti rivolti allo stesso Michele da una folla di curiosi che lo hanno atteso di fronte all'ingresso del Tribunale. "Se Dio esiste anche tu devi finire in fondo a un pozzo" gli ha urlato qualcuno. La folla lo ha anche invitato a dire la verità e ad accusare la moglie e la figlia in Aula. "Se ci fossero dubbi sulle ragioni e sull'assoluta fondatezza dell'istanza di rimessione ad altro giudicante, questi sarebbero stati assolutamente sciolti assistendo a quanto avvenuto all'uscita dal tribunale nei confronti di Michele Misseri, aggredito verbalmente e minacciato affiche' accusasse la moglie e la figlia" ha sottolineato all'ANSA l'avvocato Franco De Jaco, che insieme all'avvocato Luigi Rella difende Cosima Serrano.

Tredici imputati a vario titolo per la morte di Sarah - La lista dei 13 imputati comprende, oltre a Michele Misseri, alla moglie Cosima e alla figlia Sabrina, due parenti del contadino di Avetrana, il fratello Carmine Misseri e il nipote Cosimo Cosma. Figurano anche ben quattro avvocati, oltre a familiari o conoscenti di Giovanni Buccolieri, il fioraio che ha dapprima detto agli inquirenti di aver visto Cosima il giorno dell'uccisione di Sarah costringere la ragazzina a salire sulla sua auto per poi ritrattare tutto dopo due giorni dicendo che si era trattato di un sogno.

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