Ristorante Senato, dopo la polemica ecco i nuovi prezzi

Il vecchio menù del ristorante del Senato che aveva scatenato le polemiche sul web
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Dopo la bufera scatenata via web sui pasti decisamente low cost riservati ai parlamentari (una spigola a tre euro, un filetto a due), Angelo Maria Cicolani (Pdl) ha annunciato che il menù sarà ritoccato. Da settembre mangiare costerà tre volte di più

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Aveva fatto il giro del mondo attraverso Internet quel menù del Senato per palati raffinati ma a prezzi stracciati (una spigola a tre euro, un filetto a due), e che aveva suscitato proteste a non finire. Tanto più che la scoperta dell'ennesimo privilegio della 'casta' era venuta a galla nel bel mezzo della crisi economica, con la prospettiva per i comuni mortali di essere nuovamente tartassati dal fisco e di dover stringere la cinghia. Ecco perché, si è sfiorata la rivolta (che comunque ha trovato sfogo nel web) mentre dalle stesse istituzioni sono salite note di autocritica e di condanna.

A cominciare dallo stesso presidente del Senato Renato Schifani che aveva subito sollecitato un adeguamento dei prezzi del ristorante. E così venerdì 26 agosto il senatore questore del Pdl Angelo Maria Cicolani ha potuto annunciare con un certo sollievo che il listino prezzi è stato ritoccato in modo sostanziale: i prezzi - ha riferito- sono stati infatti "triplicati" e, ad esempio, gli spaghetti al pomodoro costeranno circa 6 euro, gli spaghetti all'astice 15-18 euro. All'apertura del Palazzo, lunedì 5 settembre , i senatori troveranno dunque l'amara sorpresa: il pasto costerà per loro tre volte di più. "Si potrà mangiare tra i 25 e 30 euro per un primo, una bevanda, un secondo e un po' di frutta. Un po' di più se si mangia anche l'antipasto", ha riferito il senatore questore.

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