Tangenti area ex Falck, Penati si autosospende dal Pd

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L’ex presidente della Provincia di Milano è indagato per corruzione nell’inchiesta della procura di Monza. Intanto il governatore della Toscana, il democratico Enrico Rossi, lo attacca: "Fa pena e rabbia, si dimetta anche da consigliere"

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Filippo Penati annuncia l' autosospensione dal Pd e l'uscita dal gruppo del Consiglio regionale della Lombardia. L'ex presidente della Provincia di Milano è indagato per corruzione nell'ambito dell'inchiesta sulle aree Falck e proprio giovedì 25 agosto il gip di Monza ha respinto la richiesta di arresto formulata nei suoi confronti dai pm perché i reati di cui è accusato sono prescritti (ma i pm hanno già presentato ricorso contro questa decisione).
"Ribadisco - afferma Penati in una nota - la mia estraneità ai fatti che mi vengono contestati. Visti però gli sviluppi della vicenda che mi vede coinvolto intendo scindere nettamente la mia vicenda personale dalle questioni politiche per potermi difendere a tutto campo. Per queste ragioni ho deciso di autosospendermi dal Pd e di uscire dal gruppo consiliare regionale. Questo per non creare problemi e imbarazzi al Partito democratico".

Ma il gesto di Penati sembra non bastare al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, anche lui del Partito Democratico. "Fa pena e rabbia leggere di Penati. Si è autosospeso dal partito, si è dimesso dalla carica di vicepresidente del consiglio regionale e farebbe bene a dimettersi anche da consigliere", ha scritto il governatore sulla sua pagina di Facebook. "Se posso.. .- aggiunge ancora su Facebook il presidente toscano - farebbe meglio a stare zitto e rispondere solo nei tribunali".

Intanto si svolgeranno invece lunedì mattina nel carcere di Monza gli interrogatori di garanzia, davanti al gip, di Pasqualino Di Leva, ex assessore all'edilizia al Comune di Sesto, e dell'architetto Marco Magni, entrambi finiti in carcere con l'accusa di corruzione.

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