L'Aquila, il Vescovo attacca i politici: "Quante bugie"

L'arcivescovo de L'Aquila Giuseppe Molinari
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In vista della Perdonanza monsignor Molinari denuncia che la ricostruzione non è ancora iniziata. "Quante incredibili menzogne ci hanno rifilato gli amministratori di ogni colore politico" scrive sul giornale diocesano

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Duro attacco dell'arcivescovo de L'Aquila alla classe politica italiana. In vista della festa della Perdondanza (dove l'anno scorso ci furono tensioni), monsignor Giuseppe Molinari interviene sul quindicinale diocesano Vola scrivendo sul tema della menzogna. Sostiene l'arcivescovo della città colpita dal terremoto il 6 aprile del 2009. "E' purtroppo, sotto gli occhi di tutti lo squallido spettacolo delle incredibili bugie che Amministratori e Politici (di ogni colore) continuano a rifilarci ogni giorno" sostiene il prelato. Nel rapporto delle Caritas di Abruzzo e Molise, infatti, esce un quadro preoccupante visto che aumenta la povertà nelle due regioni in cui è stato fatto il monitoraggio dalle varie Caritas diocesane. "In questi giorni - continua l'arcivescovo -è uscito un rapporto della Caritas sull'Abruzzo e Molise. Una delle conclusioni più tristi è la constatazione che i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Anche a L'Aquila. Anzi, soprattutto a L'Aquila. E questa è una verità dolorosissima!"

Molinari allora si chiede che senso abbia celebrare una grande festa come quella della Perdonanza: "Il terremoto, purtroppo - osserva - ci ha disgregato ancora di più, ha aumentato le divisioni tra ricchi e poveri, tra chi è nel benessere e chi vive nella precarietà più totale. E allora per noi aquilani che significa, in questo contesto, celebrare anche quest'anno la Perdonanza?". L'arcivescovo conclude la sua riflessione sul giornale diocesano Vola ricordando il vero senso della Perdonanza che è anzitutto conversione del cuore e fare ognuno la propria parte per la rinascita della città". Perdonanza per Molinari "è ricercare la riconciliazione e il perdono. Perdonanza è impegnarsi perché si realizzi anche nella nostra città, una vera giustizia sociale. Perdonanza è fare ognuno la propria parte perché finalmente la ricostruzione cominci realmente. Perché se la ricostruzione non inizia è solo perché sta prevalendo anche oggi, nella nostra città, la logica della divisione, la logica della spartizione, la logica dell'egoismo. E certamente la colpa non è del povero cittadino che aspetta permessi e soldi (solennemente promessi!) per ricostruire la sua modesta casa. Le responsabilità sono altrove. Sono nella politica (e nessuno è indenne dal questa responsabilità). E' nelle varie amministrazioni, che affogano nella burocrazia e nelle ordinanze contraddittorie. E', forse, nello Stato che non sa essere presente con la dovuta autorevolezza e credibilità."

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