Omicidio di Melania Rea, Salvatore Parolisi resta in carcere

Salvatore Parolisi e Melania Rea
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"Il quadro indiziario è rimasto immutato": per questo il tribunale del riesame ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati del marito della donna scomparsa da Folignano e ritrovata morta il 20 aprile in un bosco in provincia di Teramo

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Il tribunale del riesame dell'Aquila ha respinto l'istanza di scarcerazione di Salvatore Parolisi, che quindi rimane detenuto nel carcere teramano di Castrogno. Il tribunale del capoluogo abruzzese ha così confermato l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Teramo, Giovanni Cirillo.

Il caporalmaggiore dell'esercito era stato arrestato il 19 luglio scorso perché ritenuto l'assassino della giovane moglie Melania Rea, scomparsa il 18 aprile da Folignano (Ascoli Piceno), dove vivevano, e trovata morta, con 32 coltellate, il 20 aprile in un boschetto di Ripe di Civitella del Tronto (Teramo).

Il quadro indiziario è rimasto immutato, nonostante quanto sostenuto dalla difesa. Questo il motivo che ha indotto il tribunale del riesame a respingere l'istanza di scarcerazione, come ha riferito il presidente del tribunale, Giuseppe Romano Gargarella.
Il magistrato non ha aggiunto altro, limitandosi a dire che tutto è contenuto nelle motivazioni che saranno inviate alle parti. Alla domanda di un giornalista, se i giudici non si siano fatti impressionare dalle dichiarazione spontanea di Parolisi ("Sono innocente", ha detto l'uomo), dalla corposa memoria difensiva e dai periti, Gargarella ha risposto: "Noi non ci facciamo impressionare né da un lato né dall'altro".

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