Sarah Scazzi, 11 mesi di indagini per trovare un perché

In alto da sinistra, di Sabrina Misseri, la madre Cosima e il padre Michele, in basso Sarah Scazzi cugina di Sabrina
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Il 29 agosto compariranno davanti al gup i 13 imputati nell'inchiesta sull'omicidio della 15enne di Avetrana. Oltre a Michele Misseri, la moglie Cosima Serrano e la figlia Sabrina figurano parenti, conoscenti e 4 avvocati. LE TAPPE DELLA VICENDA

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(in fondo all'articolo i video sull'omicidio di Sarah)

Sono durate 11 mesi le indagini preliminari sull'omicidio di Sarah Scazzi. A rischiare il processo sono 13 imputati, per altri tre - accusati di false informazioni al pubblico ministero - la posizione è stata stralciata in attesa che ci sia almeno la sentenza di primo grado. Questo il quadro accusatorio dell'inchiesta sull'omicidio di Sarah Scazzi che si presenterà dinanzi al gup del Tribunale di Taranto Pompeo Carriere il prossimo 29 agosto, quando si terrà la prima udienza preliminare, fissata con decreto d'urgenza perché il 14 ottobre scadono i termini di custodia cautelare per uno dei principali imputati, Sabrina Misseri.

Tredici imputati - La lista dei 13 imputati comprende innanzitutto i protagonisti dell'inchiesta, vale a dire Michele Misseri, la moglie Cosima Serrano e la figlia Sabrina; poi ci sono alcuni parenti (il fratello e il nipote dell'agricoltore di Avetrana, Carmine Misseri e Cosimo Cosma). Inoltre figurano - ed è una singolarità - ben quattro avvocati, oltre a famigliari o conoscenti di Giovanni Buccolieri, un fioraio che ha dapprima riferito agli inquirenti di aver visto Cosima il giorno dell'uccisione di Sarah (26 agosto 2010) costringere la ragazzina a salire in auto, ritrattando tutto dopo due giorni dicendo che era un sogno.

Ecco le tappe fondamentali, dalla scomparsa e uccisione della quindicenne alla fissazione dell'udienza preliminare per il 29 agosto prossimo.

26 AGOSTO 2010 - Sarah Scazzi, 15enne di Avetrana, esce da casa per andare al mare con la cugina Sabrina Misseri, che abita a 400 metri di distanza. Scompare nel nulla.

29 SETTEMBRE 2010 - Michele Misseri, padre di Sabrina e zio di Sarah, consegna ai carabinieri un telefonino semibruciato, che risulterà appartenere a Sarah, dicendo di averlo trovato  in un podere nel quale stava lavorando nelle campagne di Avetrana.

6 OTTOBRE 2010 - Michele Misseri confessa ai carabinieri, in un interrogatorio a Taranto, di aver ucciso Sarah, strangolandola nel garage di casa dopo un rifiuto alle sue avances, e di aver abusato del cadavere in campagna. Nella notte fa ritrovare il corpo, gettato in un pozzo-cisterna.

15 OTTOBRE 2010 - In un colloquio in carcere con i magistrati inquirenti, Misseri chiama in correità la figlia Sabrina: lui l'ha strangolata mentre lei la teneva ferma. Nel pomeriggio Sabrina viene interrogata nella caserma dei carabinieri a Manduria: alle 23 scatta il fermo per concorso in omicidio e viene trasferita in carcere.

19 NOVEMBRE 2010 - Nel carcere di Taranto si tiene l'incidente probatorio sulle dichiarazioni di Michele Misseri: l'uomo conferma le accuse alla figlia Sabrina, ma non parla di avances alla nipote e di vilipendo del cadavere.

VIGILIA DI NATALE 2010 - Michele Misseri scrive le prime due lettere di una lunga serie, scagionando di fatto la figlia e sostenendo che in carcere ci sono 'innocenti'.

23 MARZO 2011 - In una lettera inviata al suo avvocato Francesco De Cristofaro e datata 9 febbraio 2011, Michele Misseri si accusa di nuovo del delitto. Dice di aver strangolato Sarah con una corda nel garage di casa durante un raptus scaturito dal fatto che non riusciva a far partire il suo trattore.

19 MAGGIO 2011 - La Cassazione, su ricorso dei difensori di Sabrina, annulla con rinvio il provvedimento cautelare nei confronti della ragazza. Per i giudici Misseri è inattendibile (ha fornito sette versioni con dettagli diversi) e il movente della gelosia di Sabrina per Sarah non regge.

26 MAGGIO 2011 - Su ordinanza del gip del Tribunale di Taranto, i carabinieri arrestano Cosima Serrano, moglie di Michele e madre di Sabrina, per concorso in omicidio e sequestro di persona insieme alla figlia Sabrina, alla quale viene notificata in carcere un'altra ordinanza di custodia cautelare.

30 MAGGIO 2011 - Michele Misseri viene scarcerato dal gip su richiesta della Procura. Il giudice gli impone solo l'obbligo quotidiano di firma nella caserma dei carabinieri ad Avetrana. Michele torna a casa con l'altra figlia, Valentina.

1 LUGLIO 2011 - I carabinieri notificano l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a 15 indagati, tra i quali quattro avvocati. Per Cosima e Sabrina le accuse di concorso in omicidio e sequestro di persona, per Michele solo di soppressione del cadavere.

29 LUGLIO 2011 - La Procura chiede il rinvio a giudizio per 13 indagati. Cosima e Sabrina sono accusate di concorso in omicidio e sequestro di persona; Michele, insieme alle due donne, al fratello Carmine e al nipote Cosimo Cosma, della soppressione del cadavere. Stralciate, per motivi procedurali, le posizioni di un fioraio, Giovanni Buccolieri (che ha indicato il presunto sequestro in auto di Sarah, dicendo poi che era stato un sogno) e di un suo amico, accusati di false informazioni al pm.

3 AGOSTO 2011 - Il Tribunale dell'appello, esaminando l'annullamento con rinvio del primo provvedimento cautelare nei confronti di Sabrina disposto dalla Cassazione il 19 maggio, conferma la detenzione in carcere per la cugina di Sarah. Nell'ordinanza si giudica inattendibile la nuova autoaccusa di Michele Misseri.

4 AGOSTO 2011 - Il gup del Tribunale di Taranto Pompeo Carriere fissa per il 29 agosto l'udienza preliminare per l'omicidio, facendola precedere da un'ordinanza dichiarativa dell'urgenza del processo. Il 14 ottobre scadono infatti i termini di custodia cautelare (un anno) per Sabrina Misseri.

5 AGOSTO 2011 - Il Tribunale di Taranto accoglie l'appello della Procura che chiedeva di contestare a Cosima e Sabrina anche il reato di sequestro di persona, richiesta rigettata in prima battuta dal gip nell'ordinanza di custodia cautelare del 26 maggio. L'applicazione della decisione del Tribunale resta sospesa in attesa di un eventuale ricorso dei difensori in Cassazione.

15 AGOSTO 2011 - Da fonti giudiziarie arriva la conferma che c'è l'indagato n.16. E' una persona anziana di Manduria che, ascoltata il 20 luglio in Procura, ha negato di aver parlato al telefono dell'omicidio con un testimone, e per questo ora e' accusato di false informazioni al pubblico ministero.

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