Morì per l'uranio impoverito, risarcita la famiglia

Una manifestazione in memoria di Valery Melis, nel febbraio 2004
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Valery Melis si era ammalato al rientro da una missione in Kosovo. Ora l'esercito dovrà risarcire i familiari con 584mila euro. Per il giudice il linfoma di Hodgkin fu causato dagli agenti chimici a cui venne esposto durante il servizio militare

Il Ministero della Difesa dovrà risarcire 584 mila euro ai familiari di Valery Melis, il militare originario di Quartu Sant'Elena (Cagliari) morto nel 2004 dopo una lunga malattia che lo aveva colpito al rientro da una missione in Kosovo. A stabilire il risarcimento, dopo che l'inchiesta penale era stata archiviata, è stato il Tribunale civile di Cagliari che ha ritenuto responsabile l'Esercito perché conosceva i rischi cui i soldati andavano incontro nelle missioni nei Balcani degli anni Novanta. Per il risarcimento il giudice ha stabilito che lo Stato dovrà pagare 233.776 euro a testa ai genitori del militare e 55.444 ad ognuno dei due fratelli, più 23 mila euro di spese processuali.

"Deve ritenersi - si legge nella sentenza scritta dal giudice Vincenzo Amato e pubblicata dal quotidiano L'Unione Sarda - che il linfoma di Hodgkin sia stato contratto dal giovane Valery Melis proprio a causa dell'esposizione ad agenti chimici e fisici potenzialmente nocivi durante il servizio militare nei Balcani". Secondo il giudice inoltre l'esercito italiano: "Nonostante fosse stato preavvertito da altro comando alleato non aveva fornito alcuna informazione del pericolo e dall'altro non aveva adottato alcuna misura protettiva per la salute, così esponendo Valery Melis alla contaminazione".

Il militare morì a 27 anni il 4 febbraio 2004 dopo aver a lungo combattuto contro il linfoma che lo aveva colpito. Nel 1997 e nel 1999 aveva partecipato alle missioni in Albania e Kosovo, nel contingente internazionale schierato Balcani.

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