P3, soldi del premier a Dell'Utri. Pm valutano accertamenti

Silvio Berlusconi e Marcello Dell'Utri in una foto d'archivio
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La procura di Roma potrebbe predisporre ulteriori approfondimenti per fare luce sui prestiti infruttiferi, per quasi 10 milioni di euro, che Silvio Berlusconi fece tra il 2008 e il 2011. Il senatore: "Mi servono per ristrutturare casa"

Potrebbe non essere stata scritta la parola fine nell'inchiesta della procura di Roma sulla cosiddetta P3 che vede indagati per violazione della legge sulle società segrete i parlamentari Denis Verdini e Marcello Dell'Ultri.
Ulteriori accertamenti, determinati da una informativa del nucleo valutario della Guardia di Finanza, potrebbero essere disposti dai magistrati di piazzale Clodio per fare luce sui prestiti infruttiferi, per quasi dieci milioni di euro, che Silvio Berlusconi fece tra il 2008 e il 2011 nei riguardi di Dell'Utri. Proprio nel mese di maggio, periodo in cui risale l'ultima informativa delle Fiamme Gialle, è stata notificata agli avvocati una richiesta di proroga indagini. I magistrati starebbero valutando l'opportunità di svolgere ulteriori approfondimenti sui bonifici milionari del premier Berlusconi a favore di Dell'Utri.

Dell'Utri: mi servono per ristrutturare casa -
Prima dice che sono fatti personali, poi il senatore Marcello Dell'Utri rivela al Corriere della Sera che il presunto prestito da 10 milioni che avrebbe ricevuto da Silvio Berlusconi gli occorre per ristrutturare la casa sul lago di Como e poi venderla.
"Mi hanno ridotto a corto di quattrini - spiega -. Ho dei problemi. Non riesco più a mantenere questa villa. Troppo grande. E' stato un sogno. Mi rendo conto che nella vita c'è chi sale e chi scende. E io vendo casa..." come quello che avveniva alla "nobiltà decaduta. "Ero anch'io un principe - osserva - e non lo sono più". Anzi, sottolinea Dell'Utri, mi sento "peggio" perché almeno "ai principi rimase la nobiltà, a me neanche quella".

Prestiti tra il 2008 e il 2011 - Il primo prestito, che risale al 22 maggio 2008, sarebbe relativo a 1,5 milioni di euro. Si tratta di una operazione "disposta a valere su un conto intrattenuto da Berlusconi presso la filiale di Segrate" della Banca Monte dei Paschi di Siena e come causale "riportava la dicitura 'prestito infruttifero". Nell'informativa delle Fiamme Gialle, che risulta tra gli atti depositati dell'inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal pm Rodolfo Sabelli, si legge che la posizione di Dell'Utri "al momento della disposizione presentava una saldo negativo pari a 3.150.134 euro (affidamento concesso 2,8 milioni di euro). Il bonifico ricevuto serviva a riassorbire l'esposizione". Secondo i militari del nucleo valutario, la posizione "in esame presso la banca è classificata "a incaglio a causa di due finanziamenti erogati a favore del senatore Dell'Utri che non presentano un andamento regolare". Si tratta di un "mutuo ipotecario di 2 milioni di euro non in regolare ammortamento in quanto risultano 10 rate in mora".
Gli altri due bonifici risalirebbero al febbraio e marzo 2011 (per complessivi otto milioni) attraverso la Banca Intesa.

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