Papa, nessun vizio di forma. Il deputato resta in carcere

Alfonso Papa
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Si conclude così il giallo sulla presunta omessa notifica che avrebbe potuto portare alla scarcerazione del deputato del Pdl, a Poggioreale dal 20 luglio dopo il sì della Camera al suo arresto. Per il Tribunale del Riesame l’atto della procura è valido

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Si conclude con un nulla di fatto il giallo che ha animato la mattinata di mercoledì 3 agosto in merito al presunto vizio di forma che avrebbe potuto portare alla scarcerazione di Alfonso Papa. Per il Tribunale del Riesame, invece, non c'è alcun vizio in merito alla notifica dell'avviso di fissazione dell'udienza che si è svolta al Tribunale di Napoli: non c'è, quindi, nessuna eventualità di scarcerazione per il deputato del Pdl, arrestato - con le accuse di concussione, favoreggiamento e rivelazione del segreto d'ufficio - dopo il sì della Camera nell'ambito dell’indagine della procura sulla cosiddetta P4.
La notizia del possibile vizio di forma era stata anticipata dal Fatto Quotidiano, che ora riporta la decisione del Riesame secondo cui la notifica è valida.

In mattinata uno dei legali di Papa, Carlo Di Casola, aveva eccepito il vizio di forma: al centro della questione l'errata notifica, secondo la difesa del parlamentare, dell'avviso di fissazione dell'udienza del Riesame, a uno dei due avvocati del parlamentare del Pdl, Sergio D'Alise.
Invece, secondo quanto accertato nel corso della discussione e secondo quanto reso noto al termine dell'udienza dall'avvocato Di Casola, l'avviso è stato consegnato dall'ufficiale giudiziario al portiere dello stabile dove si trova l'ufficio legale di D'Alise: e il portiere è addetto alla ricezione di tali atti giudiziari.
Da qui il Riesame ha respinto l'istanza presentata dai legali di Papa.

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