No Tav, manifestazione pacifica in Val di Susa

Un momento di una manifestazione dei No Tav
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Nessuno scontro durante la marcia per protestare contro la linea Torino Lione. "Grazie a Maroni e al Pd siamo in 10mila" hanno detto i manifestanti. Portati fiori al cantiere di Chiomonte. Le immagini del corteo

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"Sarà una manifestazione assolutamente pacifica e popolare". A dirlo oggi pomeriggio era stato uno dei leader storici del movimento No Tav, Alberto Perino, rivolgendosi alle centinaia di persone che si erano raccolte nel piazzale davanti alle scuole di Giaglione (Torino) per partecipare alla marcia di protesta contro la Tav. E così è stato. Una grande folla ("siamo in diecimila grazie a Maroni e al PD e a tutti quelli che hanno 'gufato' contro la manifestazione" hanno detto gli organizzatori) ha marciato per i boschi fino a Chiomonte, dove i manifestanti hanno lasciato dei fiori, in segno di pace, sui cancelli dell'area archeologica e sono rimaste in silenzio davanti alle reti che proteggono l'area del cantiere. Alla Maddalena di Chiomonte è stata allestito un campeggio per i manifestanti.

"Ognuno - aveva detto Perino - faccia come ha detto Gandhi: faccia il soldato di se stessi. Non abbiamo un servizio d'ordine ma ognuno sappia che questo è il mandato di oggi. Dobbiamo dimostrare a tutti - aveva aggiunto - che siamo noi a decidere i tempi del movimento: quando va fatto casino si fa, quando no, no, e oggi è una giornata per urlare a gran voce in modo popolare le ragioni per cui siamo contro la Tav". Lo svolgimento pacifico del corteo è stato poi confermato anche dalla forze dell'ordine.

Il corteo era aperto da uno striscione che diceva "No Tav - Fuori le truppe", dietro il quale  si sono raccolte centinaia di persone, molti valligiani, famiglie intere con bambini e anziani. Decine le bandiere bianche con la scritta No Tav e moltissimi gli ombrelli bianchi, sempre con il simbolo No Tav, per resistere al sole cocente. Sui muri del piazzale di Giaglione e ai lati del percorso del corteo si sono visti striscioni attaccati agli alberi e ai muri con scritte come: "La Val di Susa esige rispetto. No Tav, no mafia", "Resistere con forza, resistere con gioia". Secondo le forze dell'ordine ad aprire il corteo era l'ala moderata del movimento, mentre in coda si è concentrata l'area antagonista.

Ora la protesta continuerà con una presenza costante vicino al cantiere. Domenica hanno spiegato i rappresentanti dei Centri sociali "smantelleremo il campeggio e comincerà un presidio permanente della valle che proseguirà fino a settembre-ottobre, quando apriranno il cantiere vero e proprio di Clarea, e noi - hanno aggiunto - saremo là".

Soddisfazione è stata espressa dal Ministro dell'Interno. "Mi pare che già oggi il segnale che viene dai sindaci della Val di Susa, che hanno preso la distanze dai violenti sia importante" ha detto il ministro dell'interno Roberto Maroni parlando con i cronisti a Varese a margine di una festa della Lega. "Noi siamo pronti e determinati - ha aggiunto Maroni - per garantire la legalità e contrasteremo, come abbiamo fatto, ogni forma di violenza". Ma, osservando che la manifestazione di oggi è stata sino ad ora pacifica, Maroni ha comunque auspicato che "i manifestanti, che hanno tutto il diritto di esprimere il loro dissenso, isolino i violenti che fanno un danno prima di tutto a loro e poi a tutto il sistema". Quindi - ha concluso "dialogo sì,  però nessuna tolleranza per atti di violenza sino a quando l'opera non sarà realizzata".

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