No Tav, due ore di guerriglia a Chiomonte: sei agenti feriti

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Circa 200 manifestanti hanno attaccato nella notte il cantiere della linea ferroviaria alla Maddalena lanciando pietre, bulloni e fumogeni. La polizia ha risposto con getti d’acqua e lacrimogeni

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Nuove tensioni tra No Tav e polizia. E' di sei feriti fra le forze dell'ordine il bilancio di circa due ore di guerriglia alla quale hanno dato vita, nel corso della notte tra giovedì e venerdì 29 luglio, circa 200 manifestanti - secondo quanto riferito dalla Questura di Torino - che hanno attaccato il cantiere della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, alla Maddalena di Chiomonte (Torino).
I feriti sono un dirigente e tre agenti di Polizia, un maresciallo dei Carabinieri e un agente della Guardia di finanza, colpito a un piede da una bomba carta e trasportato in ospedale.

Contro di loro, aderenti all'area antagonista, di matrice autonoma e anarchica, la maggior parte dei quali con il viso coperto, indossando caschi e maschere antigas - ha riferito la Questura di Torino - hanno lanciato pietre, biglie metalliche, bulloni, petardi, bombe carta, fumogeni e fuochi d'artificio. La polizia ha risposto con getti d'acqua degli idranti e lancio di lacrimogeni.

L'autostrada A32 Torino-Bardonecchia è  rimasta chiusa per tutta la durata dei disordini ed è stata riaperta al traffico intorno alle 3, al termine delle operazione di bonifica e la rimozione di pietre e altri oggetti dalla carreggiata.
Il cantiere è stato attaccato da due lati: l'area archeologica e la zona sottostante il viadotto Clarea dell'autostrada A32. Proprio in questa zona, un gruppo di manifestanti ha tentato - senza riuscirci - di forzare la recinzione dell'area agganciando la rete con un arpione: le forze dell'ordine hanno allontanato il gruppo utilizzando idranti e lacrimogeni e hanno poi reciso il cavo metallico dell'arpione.
Sassaiole e lanci di petardi contro le forze dell'ordine si sono avuti anche nella fase di deflusso e allontanamento dei manifestanti dal cantiere.
Contemporaneamente ai disordini, infine, circa un centinaio di abitanti della Val Susa che contestano la realizzazione della ferrovia ad alta velocità hanno dato vita a un presidio di protesta di fronte alla centrale elettrica di Chiomonte.

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